Ci sono libri a cui piace “vincere facile”. È il caso di La lezione di Alissa Nutting, appena uscito per Einaudi Stile Libero.

Raccontare di Celeste, una 26enne bellissima e ossessionata dal corpo di ragazzi rigorosamente sotto i 15 anni, insegnante di scuola intenta a predare studenti imberbi senza la minima considerazione sentimentale o umana, trascinata solo dalla smania sessuale e facilitata da un corpo perfetto, be’, è gioco facile.

Si è poi spiegato che la storia è ispirata a quella di Debra Lafave, insegnante a Tampa, in California, ed ex compagna di scuola dell’autrice, condannata agli arresti domiciliari per aver fatto sesso con un 14enne. E con questo si crederà che Alissa Nutting abbia compiuto un’operazione verità, romanzando la cronaca.

Finisco di leggere La lezione quando esce un sondaggio commissionato a Ipsos da Save the children: dice che il 38% degli italiani considera accettabile che un adulto faccia sesso con un minorenne. Non c’è relazione tra l’uscita del libro e della ricerca, eppure non credo casuale che si scelga di pubblicare un romanzo del genere proprio adesso. Viviamo in un clima di depenalizzazione “caciarona” della pedofilia, scordando che si tratta di un crimine: di fronte all’umanità, prima che di fronte alla legge.

Alissa Nutting ha detto di avere scelto questa storia per far capire che chi subisce atti libidinosi da un adulto, che sia un adolescente maschio o femmina, è inequivocabilmente vittima e chi abusa è colpevole senza appello. Ma il messaggio non arriva.

Il romanzo è scritto molto bene, va detto. Ovviamente si fa leggere anche per la prurigine che suscita. Ma certo non spinge all’empatia con il ragazzino, Jack, che Celeste usa come sex toy, e senza alcuna concessione emotiva. Persino Humbert Humbert si innamora, a suo modo, di Lolita, ma Celeste no: è questa assenza totale di emozioni, più ancora della sua bellezza perfetta, a svuotarla di credibilità.

Lo scandaglio della personalità perversa di Celeste è inversamente proporzionale a quello delle sue parti intime.

Del 14enne Jack è raccontato a malapena il desiderio, frustrato, di sentirsi dire “ti amo”: il suo disagio è sorvolato con l’effetto – antitetico alle intenzioni dichiarate – di renderlo protagonista quasi consapevole e capace di autodeterminarsi. Nessun adolescente oggetto di attenzioni sessuali da una persona che non gli sia pari grado per età e per status è veramente libero di scegliere.

Non sei libero di dire di no se un adulto ti concede l'”onore” delle sue attenzioni più particolari: in cerca dell’adulto che sarà, l’adolescente non è in grado di rifiutare una “promozione” così precoce, somma e inaspettata, benché ingannevole.

Ad Alissa Nutting e a chiunque sia interessato a capire “da dentro” cosa prova un ragazzino/a oggetto di attenzioni sessuali da parte di un adulto, consiglio un libro assai migliore di questo: è Tigre, tigre di Margaux Fragoso, uscito tre anni fa per Mondadori. È un romanzo-testimonianza in cui l’autrice racconta della sua “storia” con un uomo di 44 anni più vecchio di lei: Margaux all’epoca ne aveva 7 ed era convinta di amare quell’uomo…

Alissa-Nutting-La-lezione-EinaudiChiudo con una considerazione a margine sulla copertina de La lezione. Da un punto di vista puramente grafico la trovo geniale. Esplicita senza essere volgare.

Ma anche significativa del posizionamento che si voleva dare a questo libro che, ricordiamolo, racconta una squallida storia di abuso sessuale su un minorenne: la copertina dice “compralo, è erotico, eccitante, porno-soft”. Era proprio il caso?