Il Paese precipita mentre a Palazzo si cena e si propongono pensierini per il futuro. Così ci sembrano i propositi di Letta, tanto simili a quei fascicoletti mostrati da Friedman e composti da Passera. Molto simili nella titolazione ad altri Piani di Rinascita troppo in fretta dimenticati dai cittadini, questi componimenti saprebbe formularli in maniera più efficace qualsiasi studente al terzo anno di economia e commercio. L’ultimo di Letta si chiama “Impegno Italia” e contiene tutto quello che si puo’ immaginare e che spazia dalla Salerno-Reggio Calabria alla banda extra large per creare occupazione.
Decisamente più affascinante, lo scopriamo oggi, era quello di Passera con una patrimoniale da 85 miliardi…meravigliosa! Insomma, scopriamo oggi che i riti di palazzo, compreso quelli quirinalizi si giocano su programmi molto più simili a tesine di laurea messe in piedi magari al volo in volo, e numeretti scritti su carta intestata dove si conteggiano i numeri di maggioranza.

Poi tutto viene messo in bella da scaltri ed efficienti burocrati delle segreterie più blasonate. Le parole si pesano e sono sempre segnali da lanciare a qualcuno: “ per il futuro mi affido alla Provvidenza”…altro che palle d’acciaio. E soprattutto si sceglie sempre accuratamente il luogo dove lanciare questi segnali: Letta ieri da Unicredit. Insomma, davvero pensano che noi italiani non ci siamo accorti di una cosa fondamentale? La poltrona sulla quale si sta giocando tutto oggi, non è quella di Palazzo Chigi, ma quella del Quirinale. Il teatrino Letta/Renzi, serve come siparietto, ma in ballo c’è la poltrona del nuovo Presidente della Repubblica. Aspiranti in pole position? Prodi, e poi Prodi. Il professore proprio non l’ha mandato giu’ l’impallinamento dei “dalmata” e si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa. Anche lui passò qualche brutto quarto d’ora per via di fogli scritti con piani e appunti…ricordate il caso Rovati e gli appunti? Ma ne uscì alla grande e senza grandi conseguenze.

Il 30 gennaio De Benedetti e De Bortoli hanno condiviso il tetto del Grand Hotel Bellevue a Berna insieme a Saccomanni. Possiamo pensare che tra l’ingegnere e il Direttore non si sia parlato di ciò che sta accadendo oggi? Possiamo immaginare invece che vi sia stato una sottile intesa del tipo: pensaci tu col Corriere, perché io sono coinvolto con l’intervista e quindi ho difficoltà a cannoneggiare con Repubblica? Insomma che non sia esplicito da dove viene il fuoco. Letta doveva esserci, ma ha improvvisamente ceduto il passo a Saccomanni. Forse troppo imbarazzante incontrare De Benedetti a distanza così ravvicinata. 

Ricapitolando: il gioco della successione al Quirinale è quello che si muove sullo scacchiere odierno. Esso ha fondamentalmente una necessità: garantire a Napolitano una uscita a testa alta…parliamo sempre di un uomo di 88 anni sottoposto ad una pressione micidiale per qualsiasi essere umano. Per questo Renzi è l’unica soluzione. Solo dopo l’entrata in scena di Renzi a Palazzo Chigi, l’anziano sovrano potrà rimettersi ad impacchettare foto e cornici con la sua amata Clio e cadenzare le sue dimissioni responsabili, magari dovute a motivi di salute. Così sarebbe salvo il suo orgoglio ed il suo “vibrante” senso di responsabilità e la pressione tutta concentrata sul giovane Renzi, mentre Letta vola all’estero dove è stato destinato, partorirà il nuovo Presidente della Repubblica che non potrà che essere Romano Prodi.

Della serie: così è…se vi pare.