E finalmente è arrivato il “Crazy Horse”. È dai tempi di ODEON – Tutto quanto fa spettacolo, il rotocalco Rai di Brando Giordani ed Emilio Ravel che negli anni ’70 mi teneva incollata alla tv, che volevo andare a vedere lo spettacolo parigino.

Desiderio esaudito.

Da allora ricordo la bellezza delle ballerine, la loro sensualità, la disciplina ferrea impartita dall’inventore del locale, monsieur Alain Bernardin.

Ricordo anche che oltre a ciglia finte, parrucche alla Louise Brooks, rossetto sgargiante, fisico esile ma non troppo, seno e glutei perfetti, altezza tra il metro e sessantotto e il metro e settantadue, era obbligatorio passare del ghiaccio sul seno prima dello show per rendere i capezzoli più turgidi.

Il teatro è piccolo, in modo tale che tutti possano vedere bene lo show. Ed è assolutamente vietato fare fotografie.

Prima dell’uscita, una piccola boutique con gadget vari tra cui spanker e paperelle vibranti. Onestamente credevo qualcosa di più lussuoso.

Ma veniamo all’esibizione: le ballerine sono 13 e si alternano. Quasi sempre vestite (in questo caso è più appropriato svestite) con fili di perle, strass e poco altro, effettuano coreografie bellissime, aiutate dalla grazia dei corpi e dalle luci.


CRAZY HORSE – TEASER OFFICIEL “DESIRS” 4′ di crazyhorse-officiel

Ad un certo punto una di loro ha eseguito uno strip tease magnifico, muovendosi sinuosa su una chaise longue, con la musica del gruppo Antony and the Johnsons in sottofondo. Un incanto.

E da qui è nata una riflessione, visto che solo il roteare del polso della suddetta danceuse avrebbe fatto eccitare anche una piastrella della toilette.

Oggi sono molto popolari le scuole di spogliarello, di burlesque, di lap dance e cardio-strip ma trovatemi una donna che si spoglia lentamente a suon di musica, per eccitare il proprio uomo, e la farò regina.

Infine, nonostante sia spesso innata, la sensualità è una qualità che si può insegnare con piccoli gesti. Un polso può essere la partenza.

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