Lunedì 3 febbraio doveva essere una data importante, il loro primo giorno di lavoro all’Officina manutenzione ciclica di Foggia. Ma una email di Trenitalia ha infranto le speranze di otto giovani in cerca di un’occupazione: l’assunzione “è stata rinviata”. Per la terza volta in poco più di due anni.

La vicenda ha avuto inizio nel 2009, quando l’azienda ha siglato un accordo per assoldare nuova manodopera. “L’intesa è stata raggiunta a livello nazionale ed è stata poi riportata a livello locale con un secondo accordo”, spiega Donato Di Chiara, segretario provinciale della Fit-Cisl, sottolineando che “il documento prevedeva una maggiore flessibilità su turni e orari di lavoro in cambio di nuove assunzioni”. Eppure le assunzioni promesse ci sono state solo in parte. L’ultima tranche, che corrispondeva appunto agli otto lavoratori di cui sopra, è stata rinviata per ben tre volte, fanno sapere i sindacati dei trasporti in una nota congiunta. La prima nel dicembre 2011, la seconda nello scorso ottobre, la terza pochi giorni fa. Il tutto “dopo aver superato la selezione, effettuato le previste visite mediche, presentato e ripresentato la documentazione necessaria”.

Non solo. “Qualcuno di loro, in previsione della nuova assunzione, aveva abbandonato l’occupazione precedente, seppur precaria e lontano dalla propria terra, trovandosi con un pugno di mosche in mano”, precisano i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl, Orsa e Fast. “Hanno lasciato il loro lavoro nella speranza di trovare un contratto che desse maggiori garanzie”, precisa Giovanni Occhiochiuso di Filt-Cgil.

A fare le spese di questa scelta, secondo il sindacalista, non sono solo gli otto giovani, ma anche lo stesso impianto foggiano. “Per effetto degli esodi, la carenza del personale e l’età avanzata di chi è rimasto in servizio mettono a rischio l’efficienza dello stabilimento. Serve un ricambio generazionale”, spiega Occhiochiuso. E aggiunge: “L’azienda finora non ha giustificato in alcun modo questo ennesimo rinvio delle assunzioni”. Dopo due giorni di continue richieste di chiarimento da parte de ilfattoquotidiano.it, da Trenitalia fanno sapere di non essere riusciti a trovare una persona che possa “fornire una posizione ufficiale dell’azienda” sulla vicenda.