Hitachi offre in vendita un “badge”, versione aggiornata del classico “cartellino” che identifica le persone e permette loro di aprire porte all’interno delle aziende per cui lavorano. L’oggetto in questione ha un nome innocente: “Hitachi Business Microscope”, ma quello che è in grado di fare è inquietante. Immaginate di avere durante tutta la vostra giornata lavorativa un sorvegliante appollaiato sulla vostra spalla che osserva e registra tutto quello che fate. Proprio tutto, anche quando andate al bagno. Proprio quello che fa il badge Hitachi standosene appeso al collo. Sgradevole, vero? Eppure, dal punto di vista delle teorie e pratiche del management, si tratta di un’innovazione geniale.

L’oggetto a tutti gli effetti si presenta come il classico badge da indossare quando si è al lavoro. Dentro però è imbottito con un sensore all’infrarosso, un accelerometro, un sensore acustico e un sistema di comunicazione radio. Tipo Bluetooth o WiFi per intenderci. La Hitachi dichiara che il suo dispositivo registra e trasmette a chi di dovere: “chi parla a chi, quante volte, dove e con quale veemenza”. Registra la distanza fisica fra le persone, il loro livello di attività attiva e non attiva, determinata in base alla registrazione della verbalizzazione, delle pause, dei silenzi, e dell’assenso espresso con movimenti del capo o del corpo o delle mani o di quello che vi pare. Insomma, registra tutto. Se ci si ferma a parlare con i colleghi durante il giorno, il badge spione sa a chi parlate perché legge il badge del vostro interlocutore, per quanto tempo, in quale luogo dell’edificio o della fabbrica o quello che è.

Siete seduti nella più classica delle attività del dirigente di successo ovvero seduti in un “meeting”? (guai a chiamarla conferenza che suona poco chic…). Il badge sa se intervenite, quante volte lo fate, come interagite con gli altri…meglio iniziare a prepararseli i “meeting” per evitare brutte figure con il capo. Obiettivo finale dell’uso del badge Hitachi è quello di aumentare la produttività, ottenere le migliori prestazioni dagli impiegati, capire quale sia l’effettiva struttura del flusso di informazioni e conoscenze, le gerarchie delle relazioni interpersonali. Nobile scopo, ma l’ombra del Grande Fratello si allunga su tutti, impiegati belli e impiegati brutti.

Dice sempre l’Hitachi che analizzando: “l’enorme quantità di dati raccolti con il Business Microscope (ovvero il badge) sarà possibile proporre modi di miglioramento della comunicazione organizzativa e valutarne l’efficacia in modo quantitativo”.

Non è una novità. Dal 2007 a oggi, i badge Hitachi hanno registrato più di un milione di giornate di comportamenti umani. Una messe di dati preziosa, tutta da scoprire. Però non viene registrata la dimensione morale, l’etica delle aziende che ne fanno uso. Nulla viene detto sul possibile risentimento di coloro che vengono sottoposti a queste forme di controllo. Se lo scontento dovesse aumentare, se iniziassero delle proteste, se le persone cominciassero a parlarne fra loro per coordinare qualche forma di protesta, se gli impiegati diventassero infelici e poco produttivi?

Tranquilli. Il badge registrerebbe queste dinamiche sul nascere. Trasmettendole a chi di dovere.

La tecnologia vince sempre, spesso però con un conto da pagare.

(Grazie a Bob Green, Cnn contributor)