Il Partito democratico chiede le dimissioni dalla carica di vicepresidente della commissione Ambiente del deputato cinque stelle Massimo Felice De Rosa. Il parlamentare, durante la bagarre della scorsa settimana alla Camera, insultò con offese sessiste le colleghe del Pd. “Siete qui perché brave solo a fare i pompini”, per questa frase De Rosa è stato denunciato dalle deputate democratiche. Ma il deputato incassa i complimenti di Beppe Grillo, per aver annunciato di rinunciare all’immunità parlamentare, anche se tecnicamente non è possibile: è infatti una decisione che spetta al giudice. 

Il gruppo del Pd in commissione Ambiente ha anche annunciato che non parteciperà ai lavori se in futuro fossero presieduti dal deputato. Su quest’ultimo punto, anche Sinistra ecologia e libertà si è associata. “La decisione è giunta al termine del dibattito avvenuto oggi in commissione nel corso del quale abbiamo ricordato l’esigenza che il vicepresidente debba in ogni momento essere garante dei diritti e delle prerogative di ciascun deputato, circostanza ferita dal vulnus avvenuto nei giorni scorsi”, spiegano Maria Chiara Gadda, deputata del Pd in commissione e Enrico Borghi, capogruppo Pd nello stesso organismo parlamentare. “A fronte delle dichiarazioni di De Rosa – proseguono Gadda e Borghi -, che non ha inteso scusarsi ma ha sostenuto l’esistenza di due versioni diverse dell’accaduto, è giunta la decisione del gruppo democratico di chiederne le dimissioni e di disertare le sedute eventualmente presiedute da De Rosa. Ogni parlamentare è un pubblico ufficiale, e secondo Costituzione è tenuto a svolgere il proprio mandato con disciplina e onore. Il Parlamento è una sede pubblica, e non un cortile nel quale si può scendere ai livelli triviali. Questi sono dati oggettivi che valgono per tutti, a cominciare dal sottoscritto. A ciò si aggiunga il dato oggettivo del caso De Rosa, che fa sentire tutti noi non garantiti a causa dei gravi pregiudizi che egli reca nei confronti dei propri colleghi. Ne tragga pertanto le conseguenze, e si dimetta da una funzione di garanzia per la quale anche nella seduta odierna ha dimostrato non possedere il sufficiente livello di maturità”.