Entrano sigaretta elettronica, caffè in cialde e quotidiano online. E ancora i sacchetti ecologici per rifiuti organici, e il formaggio grattugiato in confezione. Sono questi alcuni dei prodotti che vanno ad aggiungersi al paniere Istat nel 2014 della rilevazione dei prezzi al consumo. Il nuovo anno, intanto, inizia sotto un’inflazione che ristagna, ormai da tre mesi, a un tasso annuo pari allo 0,7%. Inevitabile il paragone con l’avvio del 2013, quando, nello stesso mese, il valore dell’indice dei prezzi al consumo si attestava al 2,2%. Nel giro di un anno, quindi, l’inflazione si è ridotta a un terzo.

L’aggiornamento Istat tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e arricchisce, in alcuni casi, la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati. Esce invece dalla lista la voce relativa ai servizi di riparazione di apparecchi audiovisivi o informatici, dalle tv ai pc, passando per le radio. Fuori anche il tailleur, sostituito dall’abito donna (pezzo unico), e lo yogurt biologico, che viene rimpiazzato da quello probiotico (arricchito con altri fermenti). 

Tra le ‘new entry’ anche il formaggio spalmabile in confezione, la fotocamera digitale ‘large sensore’, il notebook definito ‘ibrido’, ovvero il portatile che può diventare tablet (tastiere distaccata). Nuovi prodotti che colgono i cambiamenti nei comportamenti di spesa delle famiglie, diventate più tecnologiche, più attente alla raccolta differenziata e soprattutto sempre più orientate a consumi veloci (cibi o bevande già pronte all’uso). Ma l’Istat ha anche allargato il suo schermo radar verso zone già, almeno in parte, coperte. Le voci all’interno del paniere vengono meglio dettagliate con gli ingressi dello spazzolino elettronico, della vaccinazione di animali domestici, degli pneumatici termici, del test di gravidanza, del latte fresco di alta qualità e di quello a lunga conservazione ed alta digeribilità. Entrano anche indumenti per bambini (scarpe da ginnastica, pantaloni e costumi sportivi per la piscina).

Inflazione, gli aumenti – La benzina scende dello 0,2% su dicembre (-0,9% annuo), il diesel scende invece dello 0,4%, -2,1% in termini tendenziali. I prezzi degli altri carburanti, a causa del rialzo del Gpl, aumentano invece in termini congiunturali del 4,5%, riducendo la flessione annua. Il gasolio per riscaldamento diminuisce dell’1,4% nei confronti di gennaio 2013, mentre l’energia elettrica è in rialzo dell’1,1% su dicembre e dell’1,2% su base tendenziale. Il gas di rete per uso domestico invece scende, su base annua, del 6,4%.

Aumentano in primis i prezzi di pedaggi e parchimetri (+3,6%, +5,3% su base annua), delle spese bancarie e finanziarie (+1,9% su base mensile, +2,3% nei confronti di gennaio 2013). Crescono anche le spese condominiali (+0,7%, +3,2% in termini tendenziali) e per la raccolta delle acque reflue (+0,4%, +5,4% su base annua). Aumentano infine anche i prezzi della raccolta rifiuti (+0,2%, +14,3% in termini tendenziali). 

Le associazioni dei consumatori Codacons approva l’aggiornamento del paniere, ma contesta i prodotti eliminati dalla lista. “Escono dal paniere le spese per la riparazione del televisore o del computer, che semmai sono diventate sempre più onerose con i nuovi e più tecnologici televisori. Fuori anche il tailleur, sostituito dall’abito donna (pezzo unico), scelta che sfugge alla comprensione”, spiega l’associazione dei consumatori. Perplessità anche da parte di Adusbef e Federconsumatori che trova “sbagliata la continua introduzione nel paniere oggetti tecnologici, dalla diffusione spesso ancora piuttosto limitata, la cui inevitabile caduta di prezzo condizionerà al ribasso il tasso di inflazione in termini generali, falsandone i valori”. 

Ricapitolando, nel 2014 il paniere utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo si compone di 1.447 prodotti (18 in più a confronto con i 1.429 nel 2013), risultato di 21 entrate e di tre uscite. E il paniere di riferimento per l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Ue si arricchisce fino a comprendere 1.463 prodotti (1.451 nel 2013), aggregati in 619 posizioni rappresentative (608 nel 2013). Quanto al peso dei diversi ‘capitoli’ di spesa rispetto al 2013, diventano più rilevanti i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, i servizi sanitari e le spese per la salute, i servizi ricettivi e di ristorazione, e, anche se in misura contenuta, i settori relativi a ricreazione, spettacoli e cultura e all’istruzione. Per contro, i cali di peso più rilevanti in termini assoluti riguardano le divisioni dei trasporti, dell’abbigliamento-calzature e delle comunicazioni.