Dopo aver letto l’intervista al ministro della Salute Lorenzin su “Il Sole 24 Ore”, relativa alla questione “finanziamento del Ssn”, si intravede dalle dichiarazioni del ministro l’esistenza di due dinamiche contrastanti, entrambe importanti, che  caratterizzano le dinamiche del Governo in materia di spesa pubblica.
Da una parte c’è la consapevolezza e la volontà del ministro Lorenzin di sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso una certezza pluriennale sul suo finanziamento e un’attività di riorganizzazione ed efficientamento, finalizzata a recuperare  importanti risorse economiche da reinvestire all’interno del Ssn. Dall’altra parte sembra esserci qualcuno, forse nello stesso Governo, che vede nel trend del finanziamento del Ssn diffuso dalla Lorenzin solo il rischio di un esponenziale aumento della spesa pubblica.
Per Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato non vi è dubbio che la strada da seguire, come abbiamo avuto modo di ribadire in più occasioni, sia quella di garantire un Servizio Sanitario Pubblico, universale, equo e solidale attraverso una “ricetta  composita”, i cui ingredienti sono: stanziamento di adeguati finanziamenti, partecipazione delle Associazioni di cittadini e di pazienti ai processi decisionali in sanità, recupero di risorse attraverso la lotta alle inefficienze del sistema ed agli sprechi da reinvestire all’interno del Ssn, revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che prevedano maggiori tutele rispetto a quelle attuali, garanzia dell’effettività dei LEA su tutto il territorio nazionale, alleggerimento del sistema dei ticket e aliquota Irpef sui redditi familiari, informatizzazione (e-health, telemedicina, etc.) e semplificazione, potenziamento e riorganizzazione dell’assistenza socio sanitaria territoriale, a partire dai distretti socio- sanitari, per una più efficace presa in carico delle condizioni di fragilità come ad esempio i malati cronici, gli anziani, le persone non autosufficienti, etc.
E’ chiaro che per fare questo è necessario tornare a pensare e credere nel nostro Servizio Sanitario Nazionale come un “investimento” per il diritto alla Salute dei cittadini e non come un mero costo da tagliare. Come tutti gli investimenti anche in questo caso c’è bisogno di una programmazione di lungo respiro e di un “progetto”, che richiede certezze, quindi anche contezza delle risorse che sono sul “piatto”.
Dopo anni di ripetuti tagli crediamo che il finanziamento prospettato sino al 2016 dal ministro Lorenzin, non possa essere considerato come un “aumento di spesa pubblica” e quindi come un “rischio” per i conti dello Stato, poiché tenta di restituire alla Sanità “parte” delle risorse che le sono sottratte in modo lineare in questi anni e che hanno messo in crisi il sistema e il diritto alla salute dei cittadini. Leggiamo piuttosto in questo impegno sui fondi una prima risposta ai bisogni delle persone che hanno bisogno di cure nel nostro Paese. Per la prima volta, infatti, abbiamo registrato nell’ultimo rapporto annuale del Tribunale per i diritti del malato che la prima voce di segnalazione dei cittadini è la difficoltà di accesso alle prestazioni pubbliche e si rinuncia alla prevenzione, oltre che un aumento dei costi privati da sostenere per ottenere l’assistenza di cui si necessita. 
Per questo motivo contrasteremo con forza qualsiasi tentativo attuale e futuro di sottrarre linearmente ulteriori risorse alla nostra sanità pubblica.
di Antonio Gaudioso, Segretario generale Cittadinanzattiva; Tonino Aceti,  Coordinatore nazionale Tribunale per i diritti del malato, responsabile Coordinamento nazionale associazioni malati cronici