31 gennaio 2014, ore 15. Beppe Grillo pubblica un post sulla sua pagina Facebook: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina? Guardate un po’. Belìn, è fantastico!” Nelle ore successive alcuni utenti Facebook commentano il post inviando insulti e invettive alla ‘preside Boldrinem’, testé ribattezzata ‘Lady Ghigliottina’.

1 e 2 febbraio 2014. Non ci sono notizie rilevanti a parte la rapina miliardaria alle riserve nazionali e lo slittamento della discussione sulla legge elettorale dovuto all’ingorgo dei troppi decreti governativi. Meglio spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su Denis Ferro, l’attivista milanese di Paderno Dugnano autore del video scellerato. La macchina dell’informazione si accende e comincia a sparare fango a tutta potenza verso Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle: parte il killeraggio bipartisan.

Ma cosa c’è di così scandaloso nel video da scatenare le ire degli intellettualoidi italioti del fine settimana? Andiamo a vederlo, dura solo 3 minuti e 11 secondi, molto meno del tempo necessario a scrivere un domenicale o a registrare un servizio sull’argomento.

Il video comincia con due cartelli: “Basta con questa dittatura…” e “Altrimenti ci arrabbiamo”. In sottofondo parte la colonna sonora dell’omonimo film con Bud Spencer e Terence Hill. Già questo basterebbe a far capire che si tratta evidentemente di un filmato satirico, ma ecco spuntare nei secondi successivi la sagoma di cartone di lady Ghigliottina. Inizialmente indossa una maglietta rossa dell’unione sovietica con tanto di scritta “CCCP” sul davanti, poi si cambia ma il nostro gentiluomo a 5 stelle fortunatamente ci risparmia lo spettacolo. Al suo posto un altro cartello: “Censored…la trasparenza ha un limite”.

Il video riparte, la Boldrini ora indossa una camicia nera e come sottofondo musicale parte “Faccetta nera”. Denis giudica la nuova mise più appropriata alla preside del liceo Montecitorio ma non gradisce affatto la musica e spegne subito l’autoradio. I due continuano nel finto dialogo, Denis propone alla sua passeggera un nuovo nome per il suo partito: Seg, sinistra e ghigliottina. Ma l’attivista è confuso: “Ti rendi conto che sei stata la prima nella storia della repubblica a usare la ghigliottina?! E per di più per un decreto che regala soldi alle banche?! Ah, era per fare un favore a Renzi e Berlusconi in cambio della norma salva-Sel! E qual è l’altro motivo? Ah, è che non avevate un altro cavallo di troia pronto per nascondere i 7 miliardi e mezzo alle banche!”

Denis però le fa notare che non sia stata una grande mossa perché “il M5S ha mandato in Parlamento cittadini incazzati che però non fanno come il questore (Dambruoso, ndr), che manco dico il nome perché non è un uomo uno che picchia una donna, ma risponderanno con l’informazione, la controinformazione, facendo opposizione dura tutte le volte.”

E continua (in romanesco): “Mi dai retta? Vi arrendete e fate prima, se no va a finire male. Ora però non iniziare a dire sui giornali che i grillini sono violenti! Va a finire male nel senso che vi facciamo venire un esaurimento nervoso. Già mi sembri abbastanza stressata, pensa alla salute!”

Il due arrivano a destinazione ma Denis fa il cavaliere e scende per tenerle lo sportello come si addice a una vera lady (Ghigliottina). Il video termina con l’attivista che fa i complimenti ai suoi portavoce in parlamento: “Oh ragazzi siete stati fantastici ieri, un sorriso li seppellirà e mai più moderati!”.

Il video è su Internet, chiunque lo può vedere, rivedere e formarsi una propria opinione. Gli insulti sono stati rimossi dal post di Grillo però non si è ancora capito chi li abbia scritti. Ma la vera domanda è: chi se ne frega? Per quanto ne sappiamo potrebbero essere stati ragazzini stupidi, troll a libro paga del decaduto o qualche giornalista in cerca di materiale per l’editoriale della domenica. Si chiama Internet, bellezza: è la rete delle reti e tutti possono accedervi, ma questo forse è un concetto troppo complicato e innovativo per gente che arriva perfino ad inventarsi procedure non previste dal regolamento della Camera per tappare la bocca a chi non è d’accordo con le porcate che continuano a passare. E’ allora non gli rimane che affidarsi ai media che controllano: tutti i giornali tranne questo che state leggendo e tutte le tv eccezion fatta per il tg di Enrico Mentana.

A Roma, quando qualcuno è così disperato, si dice che sta alla frutta; ma qui siamo andati ben oltre il caffè e pure l’ammazzacaffé: è proprio arrivato il momento di chiedere il conto!