I grandi classici Disney. Oramai determinate pellicole sono andate talmente a fondo nel nostro immaginario che finiamo per darle per assodate, quasi come non avessero avuto una genesi, come se fossero sempre esistite, specie per chi appartiene alle generazioni più giovani, come chi scrive, che ha potuto fruire di alcuni capolavori diversi decenni dopo la loro realizzazione. Eppure, dietro la nascita di ogni singolo film, anche se partorito da una macchina mastodontica come la Walt Disney Pictures, c’è sempre stata una storia a volte più avvincente del film stesso.

Anni di peripezie, ripensamenti, decisioni e indecisioni su di una singola pellicola. E questo Disney lo sapeva bene e non soltanto la casa di produzione ma Walt stesso, l’artefice dell’immaginifico mondo che a oggi è diventato un impero. Ecco allora, che alla major cinematografica che porta il suo nome, viene in mente l’idea di fare un film a tratti biografico, seguendo il percorso di un unico, memorabile lungometraggio: Mary Poppins. Sfido io a trovare qualcuno che non abbia visto almeno una volta il film del 1964 diretto da Robert Stevenson.

Una meravigliosa Julie Andrews nei panni di una delle icone Disney meglio riuscite, accompagnata dall’indimenticabile Dick Van Dyke nel ruolo di Mr. Dawes. Eppure, dietro a un film così importante, che rimarrà indelebile nella storia del cinema mondiale, vi è una tra le più semplici richieste, quella fatta da due bambine a loro padre, dopo esser rimaste affascinate da un libro, tanto da chiederne la trasposizione cinematografica. Ma quando il caso vuole che per padre ti ritrovi Walt Disney in persona, tutto diventa possibile. “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, come ci insegnava lui stesso in uno dei suoi più celebri motti, anche se in questo caso, perfino un magnate dell’industria hollywoodiana come lui dovette penare non poco per convince Pamela, anzi Pam. Guai a chiamarla per nome, P. L. Travers, autrice del romanzo omonimo dal quale il film è tratto, fu un osso duro per Disney, che dovette aspettare oltre vent’anni per riuscire ad averla nel suo studio di Los Angeles col solo intento di discutere di persona sui diritti per la trasposizione del libro.

Dopo un primo tentativo negli anni Quaranta, la Travers mostrò segni di cedimento solamente nel 1961, quando le vendite dei suoi libri iniziarono a calare, mettendo in crisi la sua situazione finanziaria. Ecco quindi che la scrittrice si trovò costretta a partire per l’America, imbarcandosi in un viaggio che durò poco più di due settimane, durante le quali prese finalmente corpo la produzione della pellicola. E così inizia Saving Mr. Banks, da una partenza obbligata quanto inaspettata, e ripercorre il lungo percorso che Mary Poppins affrontò verso le sale cinematografiche.

Neanche Walt Disney poteva immaginare quale travaglio avrebbe affrontato nel trovarsi di fronte una persona così perfezionista e talmente legata al suo romanzo da lasciar trapelare quanto in realtà questa reticenza non fosse legata a un’irremovibile caparbietà, ma piuttosto a un passato traumatico. Il mondo fatato dell’impresario di Hollywood iniziò a scontrarsi con il granitico pessimismo della scrittrice, smuovendo in lei una serie di ricordi, i flashback che alimentano l’intero film, che la spinsero a firmare il contratto.

Basato sulla vera storia della realizzazione della celebre pellicola, Saving Mr. Banks è diretto da John Lee Hancock, il regista di The Blind Side valso un Oscar a Sandra Bullock, che torna dietro la macchina da presa per dirigere un cast stellare, a partire da una perfetta Emma Thompson nei panni della Travers e da Tom Hanks che è riuscito a riportare in vita un personaggio difficile da interpretare come Walt Disney. Preziose anche le interpretazioni in ruoli minori, come Paul Giamatti nei panni di Ralph, l’autista che accompagnò l’autrice nelle due settimane di permanenza negli States e Colin Farrell, nel ruolo di Travers Robert Goff, suo padre. E così, ripercorrendo l’infanzia dell’autrice, insieme all’uomo che più di tutti volle trasporre per il grande schermo il suo libro, scopriremo i retroscena che portarono alla realizzazione di uno dei film più amati nella storia del cinema.

Data italiana di uscita: 20 febbraio 2014