LA GIORNATA
Campionato riaperto? Sarebbe bello. Per i tifosi, almeno quella metà del paese che non tifa bianconero, e anche per giornali e televisioni, che non vedono l’ora di riproporre il duello tra Juventus e Roma, magari riproponendo sfide indietro nella notte dei tempi fino al gol annullato a Turone. Bello ma difficile, però. Non tanto perché l’ottima Roma che ieri ha asfaltato il Verona al Bentegodi – dove gli scaligeri in questo campionato hanno perso solo due volte, nel derby e col Napoli – non possa o non meriti di vincere lo scudetto. Quanto perché se nemmeno la Juventus vista sabato sera, in svantaggio e con un uomo in meno per quasi tutta la partita, ce la fa a perdere, la rimonta sembra assai difficile. Per il resto la ventunesima giornata conferma lo stato di crisi in casa di Napoli, Inter e Udinese, segna lo stop della Fiorentina e sorride a Parma, Torino e al nuovo Milan di Seedorf.

Difficile, dopo (quasi) vent’anni di onorata militanza in Serie A, che il capitano della Juve e della Nazionale possa aver risentito dei gossip usciti in settimana. E invece, nel giro di dieci minuti Buffon prima tenta un dribbling di tacco su Klose e viene graziato, poi stende l’attaccante tedesco e lascia la squadra in dieci e sotto di un gol. Eppure, tra pali, traverse, e miracoli di Storari, la Juve resiste all’assalto della Lazio e trova il gol del pareggio uscendo imbattuta dall’Olimpico. E così lo show del funambolico Gervinho, che regala alla Roma la prima vittoria fuori casa da ottobre e la porta a meno sei dalla vetta, passa in secondo piano. Oltre a tornare a vincere come faceva all’inizio, grazie anche alle operazioni di mercato, la Roma è costretta a dover contare sull’aiuto delle altre squadre. A partire, ovviamente, dalla sfida di domenica prossima quando la Juve ospiterà l’Inter.

Nel derby d’Italia numero 223 però si presenta un Inter che dalla farsa del caso Guarin-Vucinic è sprofondata nella depressione del pareggio a San Siro col Catania (primo punto esterno per gli etnei). Nemmeno la presenza di Thohir in tribuna sprona la squadra, incapace di costruire alcunché di accettabile, e così dopo quarantacinque minuti di autoanalisi collettiva che manco in un film di Verdone, San Siro esplode in un tripudio di fischi. E male fa Mazzarri nel dopopartita a prendersela con la contestazione dello stadio: né la squadra né la dirigenza nerazzurra – e nemmeno lui – meritano di avere questo alibi. Così come non può esserlo la sfortuna invocata da Benitez per il pareggio interno col Chievo, anche questo accompagnato dalla contestazione della Curva B nei confronti del presidente De Laurentiis. A dimostrazione che i fischi sono conseguenza di una crisi, non causa.

La testa fuori dalla crisi, seppure dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia in settimana, la mette invece il Milan di Seedorf, alla seconda vittoria consecutiva in campionato. Come con il Verona in casa però, a Cagliari i tre punti per i rossoneri arrivano grazie a prodezze individuali nel finale di partita, e non grazie a un gioco che è ancora lento e macchinoso. Oltre alle consuete pillole di filosofia morale che offre nelle interviste prima e dopo la partita, probabilmente a Seedorf sono richiesti interventi più incisivi sul campo. Comunque è ovvio che se “l’anno di transizione” ripetuto come un mantra in casa interista in realtà rappresenta il preludio a un probabile repulisti generale di fine anno tra campo e scrivanie, al Milan la svolta è stata anticipata a gennaio proprio per preparare al meglio la prossima stagione. Per adesso, va bene così.

Più su continua lo splendido campionato di Parma e Torino – vittoriose su Udinese (al quarto ko consecutivo) e Atalanta (con quest’ultima giustamente furiosa per l’assurdo rigore fischiato a Consigli su Cerci) – e nulla fa presagire che la fine sia vicina. A Donadoni e Ventura il merito di avere costruito due squadre con una precisa identità, dove ognuno sa cosa fare. Nei piani bassi della classifica vittoria all’esordio per Di Carlo sulla panchina del Livorno, ne fa le spese il Sassuolo, che radio mercato racconta alla ricerca di un nuovo allenatore. Mentre il mancato trasferimento in Cina di Diamanti, oggi decisivo su rigore nel pari con la Sampdoria, potrebbe essere l’unica arma rimasta al Bologna per lottare per la salvezza. Nel posticipo non basta alla Fiorentina la tripletta di Aquilani per vincere contro il Genoa e agganciare il Napoli in zona Champions. Se il campionato deve riaprirsi, sarà più avanti.

IL PERSONAGGIO
“e’ più facile giocare fuori casa, sembrava una partita a porte chiuse”, queste le parole del tecnico Mazzarri al termine del brutto pareggio dell’Inter col Catania, la quarta partita senza vincere. Con una proprietà assente, una dirigenza allo sbaraglio che prima propone, poi chiude, e infine rinuncia, all’unica operazione di mercato imbastita. Con uno spogliatoio dove alcuni mammasantissima fanno il brutto e il cattivo tempo, che il sereno tarda ad arrivare, senza poi dare sul campo quello che per motivi anagrafici non possono. Con sue precise scelte tecniche e tattiche lontane dall’offrire una pur parziale soluzione a questi problemi. Prendersela con i tifosi, per giunta con quelli che invece di rimanere indivanati davanti alle tv a pagamento si sobbarcano anche lunghi viaggi per andare a sostenere, e quando è giusto criticare, la squadra, è la peggiore delle strategie possibili. Oltre che la più antipatica. Bruciato il credito della rimonta con la Reggina e dei buoni campionati a Napoli, il tecnico livornese è alla svolta della sua carriera. A breve uscirà l’autobiografia, titolata “Il meglio deve ancora venire”. Non è detto sarà all’Inter.

LA SPIGOLATURA
Chiude SportItalia, apre RaiSport. Senza ovviamente che nessuno delle decine di giornalisti e tecnici che si sono trovati appiedati dopo la chiusura dei canali del digitale terrestre abbia trovato ospitalità sulla tv di stato. Tranne uno, Alfredo Pedullà, passato appunto a RaiSport come esperto di mercato della trasmissione Zona 11pm in onda dal martedì al giovedì, e che sembra solo una (brutta) copia delle trasmissioni che organizzavano con pochi mezzi e tanta buona volontà i ragazzi e le ragazze di Sportitalia. Per non farsi mancare proprio nulla a RaiSport, a nemmeno una settimana dagli allarmi lanciati per una presunta aggressione subita da Paola Ferrari, poi smentita dalle immagini, ieri sera alla Domenica Sportiva è andato in onda un litigio tra l’incolpevole giornalista Ciro Venerato e il tecnico del Verona Andrea Mandorlini. Forse nelle redazioni sportive della Rai non farebbero male ad aprire qualche finestra, per fare entrare un po’ d’aria fresca e di idee (e facce) nuove.

twitter: @ellepuntopi 

RISULTATI
Napoli-Chievo 1-1 (Sardo (CH) al 18′ p.t., Albiol (N) al 43′ s.t.)
Lazio-Juventus 1-1 (Candreva (L) su rigore al 27′ p.t., Llorente (J) al 15′ s.t.)
Verona-Roma 1-3 (Ljajic (R) al 16′ p.t., Hallfredson (V) al 4′ s.t., Gervinho (R) al 15′ s.t. e Totti (R) su rigore al 37′ s.t.)
Cagliari-Milan 1-2 (Sau (C) al 28′ p.t., Balotelli (M) al 42′ s.t. e Pazzini al 44′ s.t.)
Inter-Catania 0-0
Livorno-Sassuolo 3-1 (Greco (L) al 4′ p.t., Paulinho (L) al 11′. p.t. e Benassi (L) al 24′ p.t., Berardi (S) su rigore al 28′ p.t.)
Parma-Udinese 1-0 (Amauri (P) al 35′ p.t.)
Sampdoria-Bologna 1-1 (Gabbiadini (S) al 16′ p.t., Diamanti (B) su rigore al 45′ s.t.)
Torino-Atalanta 1-0 (Cerci su rigore al 15′ s.t.)
Fiorentina-Genoa 3-3 (Gilardino (G) su rigore al 26’ p.t., Aquilani (F) su rigore al 33’ p.t, al 42′ p.t. e al 12′ s.t., Antonini (G) al 34′ p.t. e De Maio (G) al 32’ s.t.) 

CLASSIFICA
Juventus 56
Roma 50
Napoli 44
Fiorentina 41
Inter 33
Parma 32
Torino 32
Verona 32
Milan 28
Lazio 28
Genoa 27
Atalanta 24
Sampdoria 22
Cagliari 21
Udinese 20
Chievo 18
Bologna 18
Sassuolo 17
Livorno 16
Catania 14 

MARCATORI
14 gol G. Rossi (Fiorentina)
12 gol Berardi (Sassuolo)
11 gol Tevez (Juventus)
10 gol Cerci (Torino), Palacio (Inter), Immobile (Torino), Higuain (Napoli) e Vidal (Juventus)
9 gol Balotelli (Milan), Callejon (Napoli), Eder (Sampdoria), Llorente (Juventus) e Toni (Verona)
8 gol Gilardino (Genoa) 

PROSSIMO TURNO
Bologna-Udinese, Cagliari-Fiorentina (sabato 1 febbraio, ore 18:00), Milan-Torino (sabato, ore 20:45), Genoa-Sampdoria (domenica 2, ore 12:30), Atalanta-Napoli, Catania-Livorno, Chievo-Lazio, Roma-Parma, Sassuolo-Verona (domenica, ore 15:00), Juventus-Inter (domenica, ore 20:45)