Dopo averla difesa a spada tratta, l’ex convivente Giorgio Palmieri, arrestato per il triplice omicidio di Caselle ha ammesso che la sera della strage in casa Allione c’era anche Dorotea De Pippo. A farlo crollare sono stati gli indizi pesanti a carico della donna, in particolare le celle telefoniche che hanno individuato la sua presenza nella zona della villa, e il bancomat delle vittime abbinato a una carta a punti che solo Dorotea usava. Palmieri, subito dopo il suo arresto, avvenuto quattro giorni dopo il triplice delitto commesso il 3 gennaio, aveva sempre ripetuto che l’ex convivente, dalla quale, tra l’altro ha avuto una figlia, non era coinvolta. Da parte sua Dorotea De Pippo aveva subito preso le distanze da quell’uomo che solo da pochi giorni non viveva più con lei. Anzi, era stata lei a difendere il figlio delle vittime, Maurizio Allione sul quale, in un primo momento, si erano concentrati i sospetti, pur non essendo mai stato formalmente indagato.

“Gravi e convergenti elementi di responsabilità“: con queste parole che i Carabinieri hanno spiegato il suo fermo.  L’approfondimento di indagini che ha portato all’arresto di Dorotea De Pippo è dovuto, hanno spiegato i carabinieri, a un’ excusatio non petita nell’interrogatorio in cui Giorgio Palmieri si era auto-accusato del triplice omicidio. “Premetto che ho fatto tutto da solo”, aveva dichiarato, senza che nessuno glielo avesse chiesto.

Movente del triplice delitto – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – la drammatica situazione economica di Palmieri che ormai, secondo quanto detto da lui stesso, viveva come un barbone. L’uomo ha raccontato di essersi recato a casa Allione per spiegare che non poteva saldare un debito di 500 euro a suo tempo contratto con la famiglia assieme a Dorotea De De Pippo. Che cosa abbia fatto degenerare la sera del 3 gennaio da una semplice visita a un piano delittuoso, non è ancora perfettamente chiaro. Palmieri si sarebbe munito di un tagliacarte e con quello avrebbe prima ucciso Claudio Allione, poi la moglie Mariangela, infine Emilia, 94 anni. Secondo i riscontri finora raccolti, è confermata la perizia che ha individuato una sola mano assassina.