Essere di Forza Italia e non concedere la cittadinanza onoraria a Silvio Berlusconi? A Varese si può. La sera del 23 gennaio i consiglieri comunali forzisti non hanno partecipato al voto sulla proposta presentata a settembre scorsi da un consigliere Pdl poi passato al Nuovo centrodestra, Piero Galparoli.

La maggioranza (composta da Lega, Fi e Ncd) si è divisa proprio quando il consiglio comunale è stato chiamato ad esprimersi sulla proposta di cittadinanza. Se non sorprende il voto contrario della Lega Nord, fa quantomeno sorridere la decisione dei cinque consiglieri comunali di Forza Italia che sono usciti dall’aula. Il capogruppo Ciro Grassia ha motivato il mancato sostegno alla proposta spiegando che per diventare cittadini onorari occorre avere meriti specifici legati al territorio: “Le cittadinanze onorarie a chicchessia e in particolare a personaggi come Silvio Berlusconi – ha detto – non possono essere discusse in una sede come quella del consiglio comunale poiché stravolgerebbe anche il senso vero della cittadinanza onoraria”. Detto questo, a parole i forzisti varesini continuano a restare dei fedeli sostenitori del loro leader: il coordinatore cittadino Roberto Puricelli, dopo aver puntualizzato che personalmente avrebbe anche votato contro, ha ribadito il sostegno a Berlusconi: “Da sempre seguiamo il presidente e abbiamo stima di lui e come sempre gli siamo vicino per la persecuzione di cui è stato vittima. Credo semplicemente che proposte simili siano fuori luogo in questo momento, quando ci sono problematiche più urgenti da affrontare”.

 Tra i commenti del giorno dopo spicca quello del presidente del consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo (Ncd), che ha preso la palla al balzo ed è intervenuto a gamba tesa sul suo profilo Facebook, marcando la differenza con i cugini di Forza Italia: “La proposta aveva soprattutto un significato politico – ha scritto – un atto di omaggio e considerazione verso colui che negli ultimi 20 anni ha consentito all’area moderata italiana di avere una rappresentanza politica forte”, poi Cattaneo continua: “Viene dunque da domandarsi: chi sono i veri berlusconiani? Coloro che, con fare invero un po’ servile e modi talvolta da cameriere, si affrettano a parole sempre a incensare Berlusconi per poi non sapere o volere dare seguito con atti politici responsabili a tali dichiarazioni o coloro che nelle valutazioni verbali distinguono ma nei fatti politici sono coerenti? Quanto accaduto nel consiglio comunale di Varese dice con chiarezza che si può essere berlusconiani anche nel Nuovo centrodestra”.

Alle parole di Cattaneo replica prima il coordinatore cittadino di Forza Italia, Roberto Puricelli, che rispedisce al mittente le accuse di servilismo e lancia un invito: “Se davvero vuoi difendere Berlusconi allora dovresti iscriverti a Forza Italia, noi ti aspettiamo”. Le parole più dure arrivano dall’europarlamentare Lara Comi (coordinatore provinciale di FI Varese): “Quello dell’Ncd è stato un gesto puramente strumentale, come se noi domani chiedessimo la cittadinanza onoraria per Alfano o per Renzi. Questo non vuol dire difendere Berlusconi, era chiaro invece l’obiettivo malriuscito di ridicolizzarlo. I veri difensori di Berlusconi siamo noi, che gli siamo stati accanto sempre, nei momenti difficili e nei momenti felici”. E poi conclude: “Il vero berlusconiano è colui che lascia la poltrona che ha avuto in quota Forza Italia e in nome di Berlusconi. Per coerenza, quando si decide di cambiare partito e non seguire Berlusconi bisognerebbe lasciare l’incarico e non restare attaccati alla poltrona. La coerenza e la vicinanza andava dimostrata anche a Roma, con la partecipazione alla manifestazione di solidarietà nei giorni della decadenza”.