C’est en faisant n’importe quoi qu’on devient n’importe qui”. È facendo di tutto che si diventa qualcuno. E’ questo il motto, il marchio di fabbrica, il mantra di Remì Gaillard, 38 anni da Montpellier, Francia mediterranea. Doveva essere un fenomeno a calcio Remì: i video lo mostrano centrare con il pallone bidoni della spazzatura, carrelli in movimento, lattine, sigarette in bocca alla cavia di turno, da distanze “impossibili”, come un novello Guglielmo Tell. Solo che la sua mano è il piede, da fenomeno.

Visto il portento (e la poca voglia di applicazione, pur essendo un atleta, a detta del suo allenatore), il fenomeno si è ricicliato da “baraccone”. Lo spirito goliardico ha preso il sopravvento sul talento e l’applicazione da calciatore. E Remì si è costruito la fama di incursore, guastatore del web. Anno dopo anno ha organizzato sketch sempre più arditi e sfrontati, che gli sono costati parecchie multe dalla polizia – che ha cercato di multare a sua volta per sosta vietata – qualche mazzata (da golf) dai protagonisti involontari, sempre con tempra da Rambo. Si è travestito da pallavolista, da centometrista, da Mario Bros, da lumaca, da Twitter, da pipistrello, da Padrino, da….

150 video in 15 anni costruiti con i suoi fedelissimi videomaker che hanno sfondato il miliardo e mezzo di visualizzazioni, e il suo si-tao ha 5 milioni e mezzo di like su Facebook. A Montpellier lo conoscono tutti (soprattutto le forze dell’ordine) e l’ultima impresa è stata organizzare una sfilata di cento pupazzi (figuranti raccolti con un appello sul web) sulle stri-scie pedonali degli Champs Elysées di Parigi che ha bloccato il traffico. Prima aveva raccolto mille tifosi per invadere il piccolo stadio della sua ex squadra come fosse una finale di Champions League. Il suo sito è pieno di pubblicità, seguito da appassionati in messianica attesa della prossima sfida del folle Remì. Vive così, e con successo.

Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2014