L’intervento di Alessandro Di Battista ieri sera a Servizio Pubblico è stato un successone. L’emozione che devono aver provato gli elettori del M5s nel vederlo credo sia simile a quella che prova il fan di un cantante poco famoso le poche volte che lo passano alla radio (e che provavo anche io quando ero fan di Morgan ai tempi in cui nessuno lo conosceva). E in quel momento speri che ascoltandolo, anche gli altri possano capire che è bravo. Così è stato.

Di Battista ha scatenato non solo gli entusiasmi degli elettori del M5s ma anche l’apprezzamento di sostenitori di altri partiti che onestamente ne riconoscono le qualità. Fra questi estimatori c’è anche Silvio Berlusconi.

Finalmente il M5s sembra aver trovato un talento mediatico anche tra gli eletti. Ma perché Di Battista piace tanto? Perché sa comunicare bene.

Che Casaleggio avesse individuato in lui il talento grezzo da raffinare è stato chiaro dalla decisione di effettuare dei corsi di comunicazione per alcuni portavoce del Movimento, Di Battista in testa. Questi rappresentanti formati sarebbero stati quelli da mandare in tv dopo l’apertura del Movimento al criticato mezzo di comunicazione di massa.
È stata dunque la formazione sulle tecniche di comunicazione da Casaleggio a rendere Di Battista tanto consensuale? Anche. “Il letame con la pala e non col cucchiaino” e altre frasi ad effetto, oppure le arringhe in Parlamento con le quali frusta gli avversari senza pietà? Non solo.
I corsi li hanno fatti anche altri e gli attacchi frontali agli avversari, come  le mozioni di sfiducia senza mezzi termini, sono caratteristica di tutti gli esponenti del M5s.

Una metafora azzeccata può generare titoli sui giornali, ma la comunicazione verbale (ciò che si dice) non è mai la caratteristica dominante di un bravo comunicatore. La differenza non la fa il cosa, ma il come quella cosa viene detta.  La qualità che rende speciale di Di Battista, è la congruenza.

Ovviamente non nel significato geometrico del termine, ma in quello riferito all’uomo introdotto dallo psicologo statunitense Carl Rogers. La congruenza è la piena armonia fra ciò che abbiamo dentro e ciò che diciamo. Essere congruenti significa far sì che tutto ciò che dicono il nostro atteggiamento e le nostre parole sia espressione del nostro pensiero, dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Una persona congruente non ha paura di far vedere al suo interno. Per questo Di Battista usa spesso la parola  “trasparenza“. La congruenza permette quindi una totale sicurezza in sé stessi che è la principale fonte del carisma di un uomo.

Potete studiare quanto volete per diventare bravi comunicatori, ma per convincere pienamente dovete prima essere convinti voi stessi. Di conseguenza i politici più impostati, seppur tecnicamente bravi nel parlare in pubblico, ci lasciano spesso diffidenti. La poca naturalezza che traspare è dovuta ad una scarsa congruenza, che viene compensata con la fredda tecnica.

Quindi basta essere convinti di ciò che si dice per comunicare bene? No. Come non basta la sola formazione, non basta la sola congruenza. È l’insieme delle due cose che fa la differenza. Cose come catturare l’attenzione, stabilire un buon contatto con l’uditorio, ottenere il rispetto degli interlocutori, mantenere la calma, riuscire a trasmettere con semplicità concetti complessi sono capacità importanti che si imparano solo con la preparazione.

Durante il suo intervento a Servizio Pubblico Di Battista non ha mai dovuto alzare la voce per essere ascoltato e nonostante questo non è mai stato interrotto. Quasi sussurrando ha tenuto tutti incollati. Non c’è bisogno di urlare quando hai guadagnato il rispetto dei tuoi interlocutori. Le buone maniere, come salutare con un sorriso Santoro, Mentana e Marchini contibuiscono al clima pacifico. La scelta di collegarsi dall’esterno, tipica degli esponenti del M5s, non è una casuale ma aiuta ad evitare di essere tirati in mezzo quando il talk si trasforma in “pollaio”. Ammettere “se i talk sono come stasera possono dare delle informazioni e la Tv può essere un buon mezzo” è una gratificazione sincera agli interlocutori da parte di Di Battista che apre a future occasioni di confronto televisivo. Al contrario chi è scortese spesso nasconde insicurezza dietro la sua arroganza.