Poteva essere una svolta epocale per Cuba, ma con ogni probabilità non cambierà niente. Nell’isola caraibica, la liberalizzazione del mercato auto, che ha eliminato l’obbligo di ottenere un permesso governativo per comprare una macchina, non sta portando gli effetti sperati. Anzi, il pensiero di poter acquistare un’auto nuova rimane retaggio di pochi e comunque, anche per chi ne ha la possibilità, non sembra un buon affare. Basti pensare che per acquistare una berlina europea, il prezzo è più o meno lo stesso che si paga in Italia per una Ferrari o una Lamborghini. Per esempio, una Peugeot 508, che in Italia ha una base di listino di 25mila euro, il prezzo a Cuba è di 263.185,50 pesos, pari a oltre 192mila euro. Una cifra astronomica, anche alla luce dello stipendio medio di Cuba, che si aggira intorno ai 20 dollari al mese.

Insomma, la mossa del regime guidato da Raul Castro, che ha fatto il giro del mondo, ha più l’odore della propaganda che di un cambiamento reale. E se le auto nuove hanno dei prezzi fuori mercato, il costo delle macchine usate, anche alla luce del loro valore reale, è altrettanto proibitivo. In un report stilato dalla divisione autotrasporti della Corporaciòn Cimex, sono stati i pubblicati i prezzi delle auto usate, e infatti le sorprese non mancano. Una Fiat Punto del 2008 sull’isola, ad esempio, ha un prezzo più alto di un esemplare nuovo in Italia. Si parla di 28.950 pesos, pari a 21.200 euro. Oppure, chi vuole “risparmiare” può puntare su una più economica Peugeot 106. Il prezzo per Cuba è 16.222 pesos (12mila euro), per un modello prodotto nel 2003 e che in Italia può essere comprato anche con 1.500 euro.

Servono 25mila pesos (poco più di 18mila euro), per comprare delle compatte europee del segmento B. Per questa cifra, nell’isola si può acquistare una Wolkswagen Polo del 2007, una Renault Clio del 2005, oppure una Toyota Yaris del 2002. Cambiando fascia, i prezzi schizzano: un’Audi A4 del 2000 costa 33mila euro, e una Volkswagen Passat del 2010 tocca i 50mila, e una Hyundai Santa Fe del 2009 arriva a 66mila euro. Insomma, il governo cubano ha concesso ancora un po’ di libertà, dopo il permesso di compravendita di auto usate tra privati del 2011, ma i cittadini difficilmente potranno rinnovare il parco auto con i loro mezzi economici. Così la macchina nuova è destinata, almeno per i prossimi anni, a rimanere un sogno per la maggior parte dei cubani, e dovrebbe rimanere un sogno anche il potenziamento e ammodernamento della rete di trasporti pubblici, che il governo ha promesso di realizzare con gli introiti del nuovo mercato auto. Difficile che tutto ciò si realizzi in tempi brevi, e che quindi vadano in pensione le vecchie e iconiche macchine americane pre rivoluzionarie. E c’è qualcuno che ne sarà felice. I turisti.