Angelino Alfano è un uomo sfortunato. Quando arriva a Milano, entrano in azione i rapinatori, che realizzano colpi milionari. Come un Ispettore Clouseau, ma nient’affatto divertente, lui arriva e i ladri svaligiano una gioielleria. Senza la colonna sonora della Pantera Rosa, ma con mosse altrettanto felpate. È successa non una, ma due volte, come si può verificare incrociando le cronache del Corriere della Sera. È un bel guaio statistico, per uno che non fa l’ispettore della Suretè, ma addirittura il ministro dell’Interno, dunque il responsabile politico delle forze di polizia. Il primo incredibile colpo della Pantera Rosa avviene il 21 maggio 2013. Il ministro Angelino Alfano arriva a Milano e presiede un vertice sulla sicurezza in prefettura. Il sabato prima, Kabobo, uno squilibrato, ha ucciso per le strade della città tre persone, a picconate. “La sicurezza a Milano è fondamentale”, proclama, “ed è una priorità nazionale”, anche perché nel 2015 ci sarà l’Expo “e una città più sicura attira più investimenti di una città insicura” (ma no!?). “Abbiamo sempre pensato che la sicurezza a Milano sia una priorità nazionale sotto tutti i punti di vista”, ribadisce. “La nostra idea è che se non si è liberi dalla paura, non si è liberi cittadini. Per questo abbiamo deciso di mandare 140 nuovi agenti. E non è uno spot”.

Intanto, pochi metri più in là, in via della Spiga, quattro rapinatori armati di mazze, picconi e bombe molotov rapinano la gioielleria Frank Muller. Colpo milionario. Realizzato in pieno giorno. Il commando manda in frantumi le vetrine con le mazze e si porta via orologi e gioielli. Una scena da film.

Otto mesi dopo, il 13 gennaio 2014, Angelino torna a Milano. Deve firmare il piano antimafia in vista dell’Expo. Deve garantire che l’ordine e la sicurezza non sono in pericolo. È dunque fiero di poter annunciare che nei mesi scorsi sono stati individuati e arrestati quattro uomini, ritenuti i responsabili della super-rapina alla gioielleria Frank Muller di via della Spiga. Sono – spiega soddisfatto – due romeni e due moldavi che avevano messo a segno il colpo esibendo la geometrica potenza degli assalti terroristici. “Chiunque compia rapine o furti deve sapere che lo Stato è più forte!”, tuona soddisfatto. E poi aggiunge: “Sarebbero gli stessi che hanno colpito la gioielleria Vertigo a Firenze a luglio. Voglio ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per questo importante risultato. La sicurezza in questa città sarà assicurata”.

Solo che alle forze dell’ordine e alla magistratura elogiate dal ministro vengono i brividi (come ha raccontato giustiziami.it): ma come, le indagini sono ancora in corso, e proprio lui, il ministro dell’Interno in persona, spiffera particolari che dovevano restare ancora segreti, si rende colpevole di una fuga di notizie (di solito imputata ai giornalisti) che rischia di rovinare l’inchiesta? Mancava solo la banda, a intonare l’indimenticabile tema della Pantera Rosa scritto da Henry Mancini. Mentre il ministro Angelino Clouseau svelava in un attimo i segreti investigativi accuratamente custoditi per mesi da poliziotti e magistrati, poche centinaia di metri più in là, in via Victor Hugo, si consumava un altro incredibile colpo, tipo: la Pantera Rosa colpisce ancora. Un uomo con la divisa della Guardia di finanza e due con le pettorine delle Fiamme Gialle entrano negli uffici della Metro Remittance, estraggono le pistole, strappano i cavi del telefono, tagliano le corde delle tapparelle e si fanno consegnare 150 mila euro. Poi fuggono a bordo di una grossa auto con il lampeggiante sul tetto. Speriamo che Alfano-Peter Sellers non torni un’altra volta a Milano a svelarci chi erano i tre rapinatori, implorano i gioiellieri milanesi: resta a Roma, Angelino!

@gbarbacetto

il Fatto Quotidiano, 23 Gennaio 2014