Nunzia De Girolamo cambia scorta. Non più solo il Corpo Forestale. Ora per garantire la sicurezza del ministro verranno impiegati anche agenti di polizia. Sono aumentati i rischi per la sua persona, fa sapere il ministero dell’Agricoltura. Pericoli conseguenti agli scandali di Benevento in cui è rimasta coinvolta e che sono al centro delle cronache? Forse, il ministero non si sbilancia. Ma per i sindacati dei forestali c’è un’altra spiegazione. La De Girolamo se la sarebbe presa per il video de ilfattoquotidiano.it su quanto successo a Malpensa il giorno dell’Epifania: il ministro tornava da una vacanza alle Maldive con la figlia, il marito Francesco Boccia e almeno altri tre compagni di viaggio, tutti attesi al terminal 1 da ben tre vetture della forestale. Qualcuno degli amici si è fatto dare un passaggio dalle auto blu, mentre Boccia, appena si è accorto della nostra presenza, ha fatto dietrofront, ha garantito di essere lì in macchina, ma alla fine si è infilato in un taxi.

Una sequenza che ora ha il suo strascico di polemiche. Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il sindacato più rappresentativo dei forestali, si dice “rammaricato” per la decisione presa sul servizio di scorta, “sembra conseguentemente al servizio del Fatto”. Secondo Danilo Scipio, segretario nazionale dell’Ugl forestali, “hanno imputato al corpo una fuga di notizie e quindi ora lo ritengono inaffidabile. Lo staff del ministro sta valutando se mantenere un paio di uomini dei forestali con funzione di autista e avvalersi invece per il resto del personale della polizia”.

Dal ministero dell’Agricoltura negano che ci siano state ritorsioni e parlano di decisione presa dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un organo ausiliario di consulenza del ministro dell’Interno in materia di protezione delle personalità considerate in pericolo: “Come primo intervento, poiché sono aumentati i rischi per la persona del ministro il comitato ha ritenuto necessario utilizzare per la scorta, personale specializzato della Polizia di Stato”, risponde il dicastero alla richiesta di chiarimenti de ilfattoquotidiano.it, senza però specificare da cosa derivino i nuovi rischi. “Il Corpo Forestale dello Stato, al quale si manifesta la massima fiducia, continuerà a collaborare con propri uomini e mezzi al servizio di scorta”.

Parole che non placano i malumori. “Qualora confermata – dice Moroni del Sapaf – riteniamo che la notizia sia altamente lesiva della dignità dei forestali che da anni, in maniera professionale, assolvono alla scorta dei vari ministri e sottosegretari che si sono succeduti all’Agricoltura. Evidentemente il ministro è poco informata sulla nostra professionalità, anche perché si interessa poco alla vicende del corpo, come dimostra la mancata assegnazione dei comandanti regionali che, nonostante siano stati promossi da oltre un anno, permangono negli uffici romani invece di essere dislocati sul territorio dove mancano, come in Lombardia”.

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