Quasi 15mila unità vendute in Italia, il doppio rispetto al 2012: complice il prezzo stellare dei carburanti, le auto ibride si liberano dello status di auto di nicchia e superano, per la prima volta, la soglia dell’1% del mercato. Un risultato tanto più sorprendente se si pensa che l’acquisto non è incentivato dallo Stato. La parte del leone la fa la Toyota, che ha appena annunciato di aver venduto sei milioni di ibride nel mondo dal 1997 a oggi. In Italia, la top ten della categoria è dominata da modelli del gruppo giapponese: prima la Yaris (6.194 unità immatricolate da gennaio a dicembre, nella foto in alto), seguita dalle parenti Auris (5.430 esemplari), Prius (904) e Lexus CT200h (532). Quinta la Peugeot 508 HYbrid4 (323). Ma se fino a pochi anni fa, quando si diceva “ibrido” si pensava subito alla Prius, oggi il settore sta diventando sempre più affollato e variegato: Toyota e Honda sono state le pioniere, la Lexus si distingue per avere a listino soltanto modelli ibridi, Porsche, Audi e BMW scelgono il secondo motore per migliorare le prestazioni, i francesi di Peugeot e Citroën hanno inventato un sistema diesel-elettrico a trazione integrale. Ecco una breve guida alla tecnologia ibrida e l’offerta dei modelli acquistabili in Italia.

Come funziona?
Sull’auto ibrida due motori diversi contribuiscono alla propulsione: tipicamente, collaborano un motore elettrico e uno termico. Esistono molti schemi, ma il più classico e diffuso è l’ibrido in parallelo della Toyota Prius. All’avviamento e a basse velocità, la Prius e i suoi simili si spostano in modalità puramente elettrica per qualche chilometro, grazie all’energia accumulata nelle batterie durante le fasi di frenata e rallentamento; quando serve più potenza, il sistema mette automaticamente in azione l’unità a benzina. In accelerazione, i due motori possono lavorare insieme per garantire una spinta migliore.

Che cos’è una “plug-in”?
È un’ibrida ricaricabile anche direttamente dalla presa di corrente. Questo tipo di veicolo ha generalmente una batteria più capace e dunque, a fronte di un costo più elevato, garantisce una maggiore autonomia in modalità elettrica. La Toyota Prius Plug-in, per esempio, ha 25 km di autonomia elettrica (contro i 2 km della Prius “normale”); un’altra plug-in in vendita in Italia, la Volvo V60 Plug-in hybrid (nella foto sopra), ne vanta 50 km. Le ibride plug-in rischiano di essere confuse con le elettriche ad autonomia estesa (“range extended electric vehicles”), come la Opel Ampera, anch’esse ricaricabili dalla rete e dotate di due motori; l’Ampera, infatti, è un’ibrida in serie in cui il motore elettrico è l’unico collegato alle ruote, tanto che il propulsore a benzina agisce soltanto come generatore per ricaricare la batteria.

Che cosa significa “micro hybrid”?
È un termine che può risultare fuorviante: indica semplicemente le auto dotate di Start&Stop, cioè del dispositivo che spegne il motore termico durante le soste, per esempio in coda o al semaforo. Esistono poi anche le “mild hybrid”, in cui il motore elettrico assiste quello termico ma, di norma, non è in grado di spingere l’auto da solo. Appartengono a questa famiglia BMW Active Hybrid 7, Honda Jazz e Insight, Mercedes E ed S. 

Esistono ibridi diesel?
Sì, ormai ne sono in commercio diversi tipi. La Classe E BlueTEC hybrid di Mercedes ha un motore elettrico da 20kW inserito fra la frizione e il cambio automatico e promette consumi di 4,1 litri di gasolio ogni 100 km. L’innovativo sistema HYbrid4 (qui sopra, la Peugeot 3008) sviluppato da PSA Peugeot e Citroën, invece, associa al normale blocco di propulsione di un veicolo a motore e trazione anteriore un secondo motore, elettrico, posizionato al retrotreno e collegato alle ruote posteriori: così si crea una trazione integrale gestita elettronicamente e priva di albero di trasmissione fra i due assali. La Volvo V60 Plug-in hybrid, infine, combina un turbodiesel da 215 CV con un motore elettrico da 70 CV nella configurazione tradizionale, cioè con entrambi i motori che agiscono (da soli o insieme) sulle ruote anteriori: la peculiarità del modello è quella di essere l’unica plug-in diesel sul mercato.

Le auto ibride sono “ecologiche”?
Emettono gli stessi inquinanti dei motori termici (benzina o diesel), ma in quantità minore, perché consumano meno delle rispettive versioni tradizionali. Per fare un paragone, consideriamo la Toyota Yaris nelle tre versioni a benzina (1.3 da 99 CV), turbodiesel (1.4 da 90 CV) e ibrida (1.5 da 100 CV), tutte nell’allestimento Lounge e nella versione a cinque porte: quella a benzina è omologata per consumi medi di 5,4 litri ogni 100 km (emissioni di CO2, 123 g/km), la diesel per 3,9 litri/100 km (103 g/km di CO2) e l’ibrida per 3,5 litri/100 km (79 g/km). Dove l’ibrido fa davvero la differenza è nel ciclo urbano (nel caso della Yaris 3,1 litri/100 km contro i 6,8 della versione a benzina e i 4,8 della diesel), perché è nelle condizioni di traffico lento che si sfrutta al meglio il vantaggio di avere un secondo motore a emissioni zero. Un discorso a parte meritano le auto medio-grandi e le sportive ibride: in molti casi, più che a consumare poco, il motore elettrico (e a volte più d’uno) serve a garantire prestazioni esaltanti, con una spinta additiva nei momenti salienti.

Come si misura il consumo medio delle ibride plug-in?
Secondo il protocollo europeo Nedc, i consumi delle plug-in si calcolano immaginando che l’auto parta con le batterie cariche e che viaggi in modalità puramente elettrica (quindi a consumo zero, secondo la norma) fino alla scarica completa, per poi proseguire per altri 25 km usando il motore termico. Proprio grazie al “bonus” dei primi chilometri, il consumo dichiarato delle plug-in è bassissimo: 2,1 litri ogni 100 km per la Prius Plug-in (con gli accumulatori “a secco”, 3,7 litri ogni 100 km), 1,8 per la Volvo V60 Plug-in hybrid. Le plug-in si possono ricaricare in poco tempo: per la Prius, basta un’ora e mezza. Bisogna installare nel box (per chi ce l’ha) una stazione di ricarica, oppure servirsi delle colonnine pubbliche: i fornitori di energia, fra cui Enel, offrono tessere con credito a scalare o abbonamenti.

Quanto si risparmia con le ibride?
Dipende dalla percorrenza, perché le auto ibride costano generalmente di più di quelle con un solo motore. Per calcolare correttamente il vantaggio, bisogna valutare in quanti mesi o anni il risparmio dal benzinaio permette di recuperare il maggior esborso iniziale. Facciamo il caso della Toyota Yaris: considerando i consumi dichiarati, si risparmiano 1,9 litri di benzina ogni 100 km, quindi circa 3,4 euro ogni 100 km. Per recuperare i 3.350 euro che separano il prezzo della versione ibrida da quella a benzina, bisogna percorrere circa 100.000 km: da lì in avanti si inizia a risparmiare. Più lontano il punto di pareggio nel confronto fra diesel e ibrido. Bisogna comunque tenere d’occhio le offerte dei costruttori, perché spesso offrono sconti, anche importanti, che rendono le ibride più competitive. E poi considerare i gruppi d’acquisto che spuntano ai concessionari prezzi migliori. 

Quali sono i vantaggi?
Sicuramente il minore consumo e la possibilità di viaggiare per brevi tratti in modalità elettrica. Le ibride, poi, sono spesso esentate dai blocchi del traffico, ma bisogna verificare di volta in volta le ordinanze comunali. Inoltre, sono gradevoli da guidare perché il motore elettrico ha una coppia elevata ai bassi regimi, il cambio automatico rende la guida più fluida e l’auto risulta silenziosa alle basse velocità. La manutenzione si effettua solo sul motore termico, perché i componenti elettrici non necessitano di nessun trattamento particolare. Le batterie sono abbastanza piccole da essere posizionate, solitamente, sotto la panchetta. Fra i pochi “nei” della categoria, il prezzo d’acquisto, che è più alto di quello delle auto con motori tradizionali a causa dei componenti aggiuntivi, come motore elettrico e batterie, che comportano anche un maggiore peso del veicolo. 

Tutte le ibride (e i loro prezzi di listino)

Piccole
Honda Jazz Hybrid, da 19.200 euro
Toyota Yaris 1.5 Hybrid, da 18.650 euro

Medie
Lexus CT Hybrid, da 30.200 euro
Toyota Auris 1.8 Hybrid, da 23.450 euro
Toyota Prius, da 27.800 euro

Grandi
Audi A6 2.0 TFSI hybrid tiptronic, da 58.990 euro
BMW Active Hybrid 3, da 56.312 euro
BMW Active Hybrid 5, da 65.699 euro
BMW Active hybrid 7, da 96.844 euro
Citroën DS5 Hybrid4 airdream, da 39.450 euro
Infiniti M35h, da 59.195 euro
Infiniti Q50 Hybrid, da 57.495 euro
Lexus GS Hybrid, da 49.500 euro
Lexus IS Hybrid, da 37.900 euro
Lexus LS Hybrid, da 116.150 euro
Mercedes E BluetTEC Hybrid, da 53.519 euro
Mercedes S 400 Hybrid, da 94.444 euro
Peugeot 508 RXH, da 44.250 euro
Porsche Panamera 3.0 S E-Hybrid, da 123.299 euro
Volvo V60 D6 AWD Geartronic Plug-in hybrid, da 61.000 euro

Suv e crossover
Audi Q5 2.0 TFSI hybrid quattro tiptronic
BMW Active Hybrid X6, da 108.824 euro
Lexus RX Hybrid, da 59.750 euro
Porsche Cayenne 3.0 D Hybrid, da 88.928 euro
Volkswagen Touareg 3.0 TFSI Tiptronic Hybrid, da 78.700 euro

Monovolume e multispazio
Peugeot 3008 HYbrid4, da 36.000 euro
Toyota Prius+, da 30.950 euro

Sportive
Porsche 918 Spyder, da 793.947 euro