Matteo Renzi? Mi sembra che ideologicamente abbia un po’ la struttura di Peppa Pig”. E’ l’ironica scudisciata rifilata da Andrea Scanzi sul leader del Pd, durante il talk show di approfondimento “Otto e mezzo”, su La7. Il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” si rende protagonista di un serrato botta e risposta col deputato Pd Dario Nardella, il quale difende ostinatamente l’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi circa la nuova legge elettorale. Il parlamentare renziano conferma che, secondo l’accordo, non ci sarà il voto di preferenza e che le liste sono bloccate. Ma precisa: “Ci saranno le primarie per scegliere i candidati. Abbiamo rinunciato alle preferenze, che non sono mai piaciute al centrosinistra, in cambio del doppio turno. Questo è un nostro cavallo di battaglia, perché rafforza il bipolarismo, come ci hanno sempre chiesto gli italiani. Le regole del gioco si scrivono con tutti, questo è un principio della democrazia”. Il docente di filosofia del diritto, Michele Prospero, ribatte che si tratta di un bipolarismo artificiale, non certo espressione del corpo elettorale. Rincara Scanzi: “Renzi cambia idea dalle 30 alle 40 volte al giorno, anche sulle preferenze, è il sicario perfetto di quel che resta della sinistra italiana.Le primarie che volete introdurre non sono la stessa cosa, sono un surrogato”. Il giornalista ricorda che nel pacchetto di proposte presentate da Renzi a Berlusconi non c’è solo la legge elettorale, ma anche il cambiamento di alcune norme fondanti della Costituzione: “E con chi fate questo cambiamento della Costituzione? Con un certo Silvio Berlusconi. Nardella, ma le sembra normale che questo Paese debba ripartire e rinascere andando a cercare uno che l’ha distrutto da 20 anni?”. Il deputato Pd ribatte: “Non ci scegliamo noi Berlusconi, non ci scegliamo noi gli avversari”. E attacca Beppe Grillo e il M5S. Scanzi definisce “errore clamoroso” quello dei parlamentari pentastellati: “Hanno sbagliato a mettersi in freezer, però al tempo stesso, se Renzi crede di avere la base dalla sua parte, ogni tanto la consulti. Troppo spesso chi vince le primarie del Pd si dimentica le promesse del giorno prima. Nel caso di Bersani erano gli F35, nel caso di Renzi è la preferenza nella legge elettorale o la famosa frase “Berlusconi game over””. E precisa: “Mi fa ridere che Nardella per giustificare l’accordo con Berlusconi abbia usato le stesse parole che adottò D’Alema ai tempi della Bicamerale. Ma non andò benissimo al signor D’Alema”