Temo che Beppe Grillo abbia perso un’altra occasione politica e storica: quella di far pesare la sua forza elettorale sulle scelte costituzionali messe in campo con grande abilità da Matteo Renzi. Ha ragione da vendere il senatore grillino Lorenzo Battista, quando in un intervista a Repubblica di stamane afferma a proposito del no di Grillo e Casaleggio: “Avremmo potuto avanzare le nostre proposte a Renzi. Facendoci semmai dire di no da lui, invece di pronunciare noi un no senza discutere”. Al di là del merito delle proposte è questo l’interrogativo che si pongono molti elettori del Movimento 5 Stelle.

Io sono uno di quelli e mi piacerebbe capire qual è la ratio che guida il fondatore del Movimento 5 Stelle. Sì, certo, in uno dei post quotidiani sul sito www.beppegrillo.it il cittadino-deputato Alessandro Di Battista ci spiega che non si possono fare compromessi con Berlusconi, Renzi, Napolitano. “In una Repubblica figlia della trattativa Stato-Mafia, in un paese dove il leader del partito di governo, un condannato per danno erariale, prova perfetta sintonia con un condannato per frode fiscale – scrive Grillo facendo un parallelo assai discutibile tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi – in un paese dove i ministri della Repubblica scendono a patti con il malaffare, beh in un paese così il compromesso è un suicidio”.

Posto che questa diagnosi estrema sia corretta, il Movimento 5 stelle a questo punto che fa? Pensa di vivere di rendita sul malaffare della politica italiana per i prossimi anni o peggio Beppe Grillo è convinto di superare la soglia del 35% prevista dal progetto Renzi e governare da solo questo bel paese grazie a un premio di maggioranza? Speriamo che non sia così, speriamo che i suoi recenti ammiccamenti al Porcellum non coltivassero quella assurda ipotesi fantapolitica, perché lo capisce anche un bambino che si tratterebbe di una pia illusione. Non ci vuole un genio della politica per capire che una parte importante di coloro che hanno votato il Movimento 5 stelle si aspettavano che Beppe Grillo gettasse tutta la sua forza in campo, magari sporcandosi le mani, per realizzare i punti centrali del suo programma.

Fino a questo momento nulla di tutto ciò è accaduto. Nessuno nega al Movimento 5 Stelle il merito di aver cambiato il corso della storia e aver imposto un mutamento di rotta. Senza il Movimento 5 Stelle saremmo ancora alle mezzucce dell’opaca Seconda Repubblica ma a questo punto, se non è già troppo tardi, sarebbe ora di passare all’incasso caro Grillo. Altrimenti saranno Matteo Renzi e Enrico Letta a intestarsi a pieno i mutamenti politici e costituzionali realizzati grazie anche al terremoto di Beppe Grillo.

Lo stesso discorso vale per le proposte di politica economica e di politica del lavoro. Fra breve si discuterà del jobs act proposto da Matteo Renzi. Beppe Grillo non perda anche questa volta la preziosa occasione di sedersi al tavolo con sue proposte. Sarebbe, quella sì una scelta suicida.