La nota del Fondo monetario internazionale, che ha suggerito al governo italiano di dare un taglio alle detrazioni fiscali, ha attirato l’attenzione del ministero dell’Economia, che corre ai ripari promettendo di evitare la riduzione delle agevolazioni, puntando a trovare il denaro necessario – ancora una volta – tramite la spending review. Se l’esecutivo vorrà davvero evitare il taglio lineare delle agevolazioni previsto nella legge di Stabilità, però, dovrà farlo velocemente, entro la fine del mese. E trovare le coperture non è impresa semplice.

“Riteniamo che la sede più opportuna per esercitare l’intervento di razionalizzazione delle detrazioni sia la delega fiscale attualmente in approvazione in Parlamento“, spiega il Mef. “A tal fine, anche con l’obiettivo di evitare qualsiasi ulteriore aggravio fiscale, il governo provvederà, con apposito provvedimento, ad abrogare il comma 576 della legge di Stabilità 2014 e di conseguenza non vi sarà alcuna riduzione delle detrazioni attualmente in vigore”.

Il ministero assicura che la copertura “sarà assicurata incrementando gli obiettivi di risparmio previsti dalla revisione della spesa aggiungendovi, pertanto, le cifre stabilite nel comma 575 della stessa legge”, ovvero 488 milioni di euro nel 2014, 773 milioni nel 2015 e mezzo miliardo dal 2016.

Il Fmi, da sempre convinto che le agevolazioni siano in Italia troppe o comunque troppo complicate, ha chiesto di dare un taglio netto alle detrazioni. Ma c’è anche altro da rivedere in Italia secondo il Fondo. Innanzitutto i valori catastali che sono “obsoleti, basati su valori del 1988-1999”. Quindi “una riforma e un aggiornamento dei valori catastali è essenziale”. Bisogna rivedere poi anche la tassazione dei capitali che in Italia è elevata e va riformata. Rendono infatti il 10% del Pil, la quarta maggiore entrata nell’Ue a 27 nel 2011. Ma – sottolinea comunque il Fondo – “c’è spazio per rafforzare la tassazione sulla ricchezza in Italia, così da migliorare la solidarietà sociale e condividere in modo più equo il peso del risanamento di bilancio”.

Per quanto riguarda le detrazioni anche se in alcuni casi si tratta di sconti “giustificati”, secondo Washington l’attuale impianto crea delle “distorsioni“. “Un sistema fiscale più semplice che riduca i costi – osserva il Fmi – sarebbe un beneficio”. Per questo sarebbe auspicabile una revisione “regolare e sistematica” di tutte le voci che riguardano Irpef, Ires, Iva. Il Fondo calcola 160 miliardi di agevolazioni, di cui 60 in qualche modo modificabili.