Avere l’opportunità di affiancare, in qualità di assistenti e per un intero anno accademico, docenti di lingua italiana nelle istituzioni scolastiche di alcuni paesi europei, rappresenta sicuramente il sogno di molti studenti e laureati e costituisce un contributo alla promozione e alla conoscenza della lingua e cultura italiana.

Questo Michael Cardarelli, un ragazzo ventinovenne di Latina, laureato in Cinema al Dams di Roma Tre, con due Master di II livello in Comunicazione Pubblica e Traduzione Specializzata, e numerose esperienze all’estero, lo sa bene. Michael, così come tantissimi giovani di tutta Italia, ha inviato per l’anno 2014/15 la sua candidatura al MIUR, trovandosi però davanti ad un ostacolo insormontabile, un vizio di forma che ha inevitabilmente invalidato la sua application.

“Il bando in questione è lesivo dei principi di ragionevolezza, di proporzione e di uguaglianza previsti dal nostro ordinamento giuridico”, scrive il ventinovenne nell’esposto indirizzato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Esso favorisce in particolare studenti fuori corso e penalizza chi invece ha conseguito il titolo nei tempi previsti”.

Il bando, secondo regolamento, è infatti indirizzato a studenti e laureandi, iscritti a corsi di laurea specialistica e triennale, ma ammette l’ammissione anche a laureati che abbiamo conseguito il titolo di studio in data successiva al 1 giugno, di norma l’ultima sessione utile per laurearsi nell’anno accademico.

Fin qui nulla di strano, ammette Michael, se non fosse per quel vizio di forma che non riesce proprio a passare inosservato.

Il punto B3 dell’art.1ci spiega – richiede come requisito per i candidati l’aver conseguito la laurea quadriennale o specialistica/magistrale, dopo il 1 giugno 2013.

Le lauree specialistiche, però, sono sì state sostituite dalle laurea magistrali nel 2004, ma di fatto i primi corsi sono stati attivati solo nel 2008/2009, quindi, chi è ancora iscritto ad un corso di laurea specialistica di durata biennale, è da considerarsi senza dubbio uno studente fuori corso. 

Ancora più ridicolo – continua – il requisito che viene imposto ai laureati del vecchio (ormai vecchissimo) ordinamento e che prevede solo l’ammissione di soggetti al di sotto dei 30 anni. 

“Se pensiamo che l’ultimo anno accademico valido per l’iscrizione ai corsi di laurea quadriennale è stato il 2000/2001, – spiega – per poter rientrare nei requisiti di quel bando, a 16 anni invece di andare al liceo forse avrei fatto meglio a segnarmi direttamente all’università, o rinunciare alla formazione post lauream, aspettando di acquisire lo status di studente fuori corso”.

Alla luce di tali riflessioni, basterebbe allora rettificare il bando al punto B3 e togliere la dicitura “dal 1° giugno 2013”, oppure non ammettere i laureati di quadriennale e specialistica, per evitare discriminazioni ingiustificate, ma nonostante questo, la posizione di Michael e di tutti i ragazzi che hanno fatto domanda per il bando appena scaduto, probabilmente non cambierà.

“Credo di aver perso un’occasione di formazione all’estero”, ci dice. “Ogni giorno perdo occasioni, e come me, tanti altri che passano le loro giornate tra application form on line e curricula allegati a email che si trasformeranno di lì a poco in filastrocche dall’incipit: “we regret to inform you”, ma questo è un discorso che vale non solo per l’Italia”.

Alla domanda se si sente un cervello in fuga e vorrebbe riscattarsi altrove, soprattutto alla luce di situazioni come queste che non fanno altro che tarpare la ali, risponde:  “Mi sento molto vicino al fenomeno dei cervelli in fuga, ma l’esterofilia dilagante di questi ultimi anni, non ha fatto altro che edulcorare realtà al di fuori dell’Italia che non sono per nulla rosee, lo sanno bene quelli che sono andati in Germania, Usa, Canada, Regno Unito e Australia”.

Il rammarico di Michael, allora, non è di aver perso un’occasione di fuga, ma di aver subito un danno ingiusto e che tende ad agevolare alcune categorie a dispetto di altre perché, conclude, “la meritocrazia è il tempo con cui chiudi una corsa podistica, frutto solo dei tuoi sforzi. La meritocrazia non esiste in un nessun paese, esiste solo più spazio per tutti, che è una cosa ben diversa” e quando questo spazio non viene concesso, allora è il vizio di forma ad avere la meglio.  

L’intervista a Michael Cardarelli sul sito scambieuropei.info