Caterina Simonsen venga a vedere il film sulla vivisezione per discuterne insieme”. E’ l’appello che l’associazione Essere Animali lancia alla ragazza padovana gravemente malata che nei primi giorni di dicembre 2013 lanciò un appello a favore della sperimentazione sugli animali scatenando proteste e offese su Facebook da parte della frangia animalista più oltranzista. Il luogo dell’ipotetico incontro, sarà lunedì 20 gennaio 2014 al cinema Europa di via Pietralata a Bologna, durante una delle serate gestite dall’associazione Kinodromo, per la proiezione del documentario Maximum Tolerated Dose del regista canadese Karol Orzechowski.

“Vogliamo invitare Caterina, insultata per aver difeso pubblicamente la sperimentazione animale, a partecipare all’evento”, hanno spiegato da Essere Animali. “Non ci sono giustificazioni alle offese che ha ricevuto, moltissime associazioni e gruppi animalisti hanno preso le distanze da questo gesto così come da ciò che è accaduto a Milano, dove recentemente sono stati affissi volantini con insulti ad alcuni ricercatori. Crediamo sia necessario un confronto costruttivo con chi ora sostiene la sperimentazione animale, per questo saremmo felici se Caterina partecipasse”.

In Maximum Tolerated Dose, senza mostrare immagini di sofferenza di animali, vengono raccontate le storie di esseri umani che hanno avuto a che fare, come soggetti attivi o passivi, con la sperimentazione animale: storie di tecnici di laboratorio e scienziati che hanno cambiato il loro punto di vista a riguardo e storie di animali che hanno vissuto dentro e fuori le gabbie degli stabulari. Una visione non radicale, con un messaggio veicolato dalle parole e da un immaginario simbolico della sofferenza animale. Questo il tentativo di Orzechowski, alla sua opera prima che ha già avuto un’anteprima italiana nell’agosto scorso a Roma.

Il film sarà introdotto dal docente Dams, Giacomo Manzoli, mentre a conclusione della visione seguirà un confronto su posizioni differenti rispetto al tema trattato tra l’etologo e filosofo Roberto Marchesini, da oltre trent’anni studioso della relazione uomo-animale da una prospettiva non antropocentrica e Gianni Tadolini, psicologo clinico, vicino a Basaglia negli anni ’70. In seguito si è occupato dei modelli animali sperimentali impiegati nelle fasi pre-cliniche della ricerca sui farmaci divenendo esperto della neurotrasmissione nei mammiferi e negli ultimi anni ha preso contatto con la letteratura antispecista. “La realtà è che attorno alla sperimentazione animale ruotano enormi interessi economici che incentivano l’inerzia culturale e rallentano un cambiamento comunque ritenuto necessario da un numero sempre maggiore di persone – concludono gli attivisti di Essere Animale – Inoltre a rimetterci sono prima di tutto gli animali, ma anche gli stessi ricercatori, indirizzati a compiere azioni che sotto il profilo etico non possono avere giustificazione”.