La cronaca non molla. A Roma un altro giro di baby squillo, un’altra ragazza di 15 anni esposta alla violenza degli adulti borghesi, istruiti, civili. Un’adolescente che dall’oggi al domani rompe coi genitori, trascura la scuola, spende soldi senza dire da dove vengano. Perché questa ragazza ha ritenuto accettabile la situazione? Un preside è convinto che il tema sia la mentalità, ovvero il costrutto psicologico e culturale che la scuola trasmette, come luogo sociale.

 

Gli indizi che voi descrivete, con l’iniziativa paroladiprof; le baby-prostitute; tutti gli altri eventi disfunzionali della vita scolastica più o meno recenti, sono prove di laboratorio che dimostrano i precedenti fenomeni. Le baby-prostitute, in quanto soggetti abusati, non agiscono (acting-out) forse una condizione indotta tanto profondamente quanto “incarnata”, al di là delle forme esteriori, dallo stesso sistema istituzionale?

Ancora, questi indizi rivelano anche una mentalità diffusa. Gli storici francesi, con la scuola de Les Annales, ci hanno insegnato che le mentalità sono strutture storiche di lunga durata. Una simile mentalità diffusa, allora, non è forse frutto di cause operanti da lungo periodo? Già la descrizione delle dinamiche, dei ruoli e della vita scolastica presente in Amarcord di Fellini ci dice molto. Soprattutto, su come il fascismo aveva ridotto la scuola pubblica.

Ma è a tutti noto come nella scuola pubblica sono all’opera tuttora interessi, quali quelli della chiesa cattolica, che originano da prima dell’Unità d’Italia. Ad esempio, nessuno parla mai di quel monopolio che la chiesa aveva sulla psicologia, attraverso padre Gemelli, durante e dopo il fascismo, tale da condurre ad una delle tante sconfitte storiche della scuola pubblica. Quella di non poter disporre, a differenza dei paesi anglosassoni, di uno psicologo in organico stabile nelle scuole. E pensare che il sistema scolastico, in quanto servizio per ben quattro fasce di età evolutiva (seconda infanzia: scuola dell’infanzia; terza infanzia: scuola elementare; pubertà: scuola media; adolescenza: licei) dovrebbe rappresentare il comparto sociale della prevenzione psicologica. 

Con l’augurio che manteniate l’attenzione sulla scuola pubblica,

prof. Pasquale Picone
preside dei Licei Statali di Ronciglione e Bassano Romano (VT) 

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Le parole, le regole, il rispetto, sono la premessa dell’educazione scolastica. Chi sta oggi in cattedra, dalle elementari al liceo, segnala questo come tema prioritario: è più difficile domare la classe che insegnarle qualcosa. L’iperattività, l’invadenza della tecnologia, il linguaggio volgare, la violenza nel gestire sentimenti e reazioni diventano stress quotidiano, e carenza d’apprendimento. paroladiprof@gmail.com è l’indirizzo per segnalare problemi e idee. Fatelo chiunque voi siate: studenti, mamme, nonni o maestre. Le parole, per noi, sono importanti.