Avevamo lasciato Gabriele Rinaldi, direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna a Cona, giusto un anno fa mentre si firmava la delibera che gli riconosceva un premio di risultato per il 2011. Sotto la pioggia di polemiche scoppiate sul caso a Ferrara, il direttore aprì l’ombrello della mancata tredicesima: “Il mio contratto prevede 145mila euro l’anno. Inoltre non è presente la tredicesima, ma solo le 12 mensilità più l’eventuale raggiungimento degli obiettivi, che dipende da come abbiamo operato”. L’anno 2011 fu quello del flop del trasloco dell’ospedale di Cona.

Tutto normale per la Regione Emilia-Romagna, che anche quest’anno ha riconosciuto l’emolumento ai vertici dell’azienda Sant’Anna. E il primo atto compiuto nel 2014 da Rinaldi è stato quello di staccarsi un altro assegno da oltre 20mila euro. Con la delibera 1 del 16 gennaio 2014 Rinaldi si assegna infatti 22.223,79 euro. Al direttore sanitario Andrea Gardini e al direttore amministrativo Ivan Cavallo vanno invece 20.916,51 euro a testa. Rispetto all’anno prima Gardini si mette così in tasca 3.500 euro in più. Non vengono dimenticati i membri del collegio sindacale. Al presidente Carlo Costa vanno 3.137,47 euro e ai due componenti Mauro Zappia e Italo Medini 2.614,56 euro.

Anche questi compensi sono superiori a quelli relativi al 2011. Tutto questo mentre a Comacchio si scende in strada per difendere lo ‘scippo’ dell’ospedale cittadino, che chiuderà così come altri nosocomi in provincia di Ferrara, sacrificati ai criteri dei posti letto della sanità regionale e dei costi per il mantenimento di Cona. Nel solo anno 2012, quello degli obiettivi raggiunti, la provincia di Ferrara ha perso 180 posti letto. E altri ancora (oltre 200) finiranno sotto la mannaia della manovra Errani-Balduzzi. Nelle cinque pagine di delibera si legge di come il Sant’Anna abbia comunicato alla Regione il “quadro degli obiettivi cui impegnare le direzioni aziendali, rispetto ai quali correlare le valutazioni e la corresponsione dei compensi previsti dai relativi contratti in essere”.

Sulla base di quelle indicazioni la giunta regionale ha deliberato lo scorso 23 dicembre di “dare atto che i risultati di gestione ottenuti e gli obiettivi aziendali di interesse regionale realizzati dal direttore generale sono quelli specificatamente evidenziati”. Di qui, per forza di cose, i riconoscimenti. Eppure sempre un anno fa, pungolato dalla stampa locale, Rinaldi sembrava voler fare marcia indietro per l’avvenire: “Posso capire la reazione dell’opinione pubblica, e dal primo gennaio cominceremo seriamente a ragionare su questo tema”. Effettivamente non aveva specificato di quale anno parlasse.