“Lei sa chi è Pedro Troglio?” No. “Prima avevo i capelli folti e ricci come lui, il mitico calciatore dell’Argentina”. Ieri mattina ho fatto colazione con un neo-renziano: Matteo Ricci, brillante quasi quarantenne, cresciuto alle feste dell’Unità marchigiane, bersaniano fino all’ultima debacle. E oggi voluto da Renzi alla vicepresidenza del Pd, nonostante non sia più il bel ricciolone di una volta. “Effettivamente la politica mi ha stressato e i ricci se ne sono andati!”. Nulla che si noti particolarmente. Ma una cosa è vera, lo stress di un politico si vede dai capelli. Obama, per esempio, dopo 45 giorni di Casa Bianca sembrava suo nonno. Faccia scavata, capelli bianchi, inizio di stempiatura (comunque un bellissimo Presidente, eh).

Matteo Renzi al momento gode di una chioma scura e compatta, mentre Enrico Letta parte svantaggiato. Ma ride bene chi ride ultimo, perché Renzi è indubbiamente il nuovo che avanza ma Letta, zitto zitto, sta nei palazzi da più di 15 anni. “Diciamo che i due sono alla ricerca di un equilibrio difficile. Letta è un politico classico, competente, che sa gestire bene il potere romano, conosce i meccanismi europei. Renzi ha la forza del sindaco che deve far corrispondere le parole ai fatti. Faranno molta fatica ma lo troveranno un equilibrio, credo, non hanno alternativa. In questo momento abbiamo due strade, dare risposte concrete o deludere chi ci ha votato ampliando il voto di protesta. Tutti sentiamo questa responsabilità di portare a casa i risultati”. Ma ancora niente accordo sulla legge elettorale. E soprattutto sulla strategia per trovarlo. Berlusconi sì, Berlusconi no. Se Berlusconi sì, legge elettorale no. La strada è lunga e piena di insidie.

“Sì, ma noi abbiamo fatto tre proposte, non una, che hanno come minimo comune denominatore la governabilità e la rappresentanza. Quello che avrà maggior consenso verrà portato in direzione e sarà la proposta del Pd. A questa proposta si devono attenere i gruppi parlamentari. Magari meglio votare palesemente, però non ho paura del voto segreto. Chi si prende la responsabilità di tradire? Mica vogliamo il Prodi bis? No, non avverrà. Sarebbe un autogol. Io vengo da una terra dove Grillo ha preso il 33%. Cosa possono fare di più gli elettori per dirci che dobbiamo fare sul serio?”. C’è da intendersi però su cosa voglia dire per gli elettori renziani “fare sul serio”. Se trovare l’equilibrio con Letta e Alfano o prendere posto al comando del Paese. “Io penso che noi cercheremo di ottenere il miglior accordo possibile sulla legge elettorale. Renzi si ricandiderà a sindaco, perché vuole mantenere una leadership differente da quella dei politici romani, e poi si voterà nel 2015″. Mah, io non credo che reggeranno un anno così. Rischiano come minimo la calvizie! Di certo si logoreranno un po’ entrambi, di certo il logorio di Renzi si vedrà meno di Letta, di certo ci proveranno ma a un certo punto uno dei due romperà.