“E’ già qualcosa che hanno spostato in ospedale mio figlio”. Così Maria Cacace, madre di Vincenzo Di Sarno, detenuto presso il carcere di Poggioreale e malato di tumore al midollo spinale. In occasione della recente visita di Giorgio Napolitano alla casa circondariale partenopea, Di Sarno aveva incontrato il Capo dello Stato, cui aveva chiesto aiuto viste le sue condizioni di salute. Nei giorni scorsi, gli ha anche inviato una lettera nella quale sosteneva di preferire l’eutanasia alla morte in carcere. Anche per questo, il Presidente aveva chiesto la sospensione della pena per il detenuto, prefigurando la possibilità della grazia. Ma il magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta di differimento della pena presentata dagli avvocati, disponendo solo il ricovero in ospedale. “Mio figlio l’ho trovato come prima, solo un po’ più sereno, forse perché sa che si sta iniziando a fare qualcosa. Il Dipartimento di Amministrazione penitenziaria ha detto che in Italia non ci sono strutture adatte per le cure che Vincenzo deve fare, speriamo che l’Ospedale Cardarelli le abbia”. “Ho incontrato prima il primario – ha detto il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta, che ha fatto visita in ospedale a Di Sarno – che ci ha fornito elementi rassicuranti, poi ho incontrato Vincenzo cui ho chiesto di reagire, per sé, per la madre”. Quanto all’ipotesi di una grazia, Berretta ha dichiarato: “Verrà vagliata, ovviamente le condizioni di salute e difficoltà che ha rappresentato al Presidente saranno ulteriore elemento di valutazione”  di Andrea Postiglione

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