Ieri, per la prima volta nella storia della democrazia moderna, 25mila persone si sono collegate ad un sito web e hanno ordinato ai propri dipendenti in Parlamento come comportarsi in merito a una legge dello Stato.

Il referendum è arrivato a sorpresa ma i detrattori del M5S si sono messi subito all’opera per criticare in tempo l’iniziativa sui giornali di oggi: ‘Il M5s ha preso 9 milioni di voti ma hanno votato solo in 25mila! Non c’è stato alcun preavviso! Grillo e Casaleggio sono stati sconfitti dalla base!’

Ma lasciando da parte la psicoanalisi e i retroscena, che finora non ci hanno portato da nessuna parte, la notizia è che la democrazia diretta professata da G&C sta funzionando sempre meglio: stanno aumentando gli iscritti certificati, quelli che hanno inviato copia del documento d’identità, e con essi gli aventi diritto al voto. Nella votazione di ieri erano 80mila, neanche un centesimo di quelli che hanno votato M5S alle politiche, è vero, ma pur sempre 16mila volte di più dei 5 caporioni che (se va bene) decidono nel Pd, in FI o negli altri partitini di appoggio o di finta opposizione.

Qui non si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: ci sono rimaste appena 2 dita d’acqua dentro ma, invece di provare a farle diventare 4, gli opinionisti italici sono sempre pronti a scrivere di tutto per cercare di far evaporare pure quelle.

Così è per la questione dei rimborsi: qual è l’unico movimento politico ad aver rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali? Chi sono gli unici parlamentari ad aver restituito gran parte dell’indennità e della diaria pubblicando online i conti e rimettendo quei soldi al servizio della collettività?

La risposta la sappiamo tutti così come la sanno tutti gli editorialisti sempre pronti a sfottere sui loro giornali padronali: “E con 42 milioni di euro cosa ci facciamo? Mica risolleviamo le sorti dell’economia…” Oppure: “Anche Renzi è pronto a restituire i rimborsi ma solo se Grillo fa un triplo salto mortale all’indietro volteggiando sulla testa di Casaleggio mentre regge un cerchio infuocato!”

Neanche sulle azioni dimostrative si scorge un po’ di comprensione. I 5stelle salgono sul tetto di Montecitorio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’attentato alla Costituzione? E loro scrivono: “I grillini infrangono le regole, saltellano sul tetto, vanno multati subito!” I portavoce del M5S scattano foto ai pianisti, gente che se ne sbatte di migliaia di voti, prende la scheda del collega a fianco e vota pure per lui? E loro: “Altra infrazione per i grillini che hanno l’impudicizia di scattare foto nell’aula dei lobbisti e dei corrotti (che lavorano per chi ci paga lo stipendio, ndr)”.

Essendo il M5S un movimento politico appena nato, avrebbe bisogno di critiche costruttive per migliorare se stesso e questo Paese invece di cinici denigratori nichilisti che non sappiamo più su quale giornale far scrivere.

“Se noi vogliamo essere ancora presenti, ebbene dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime.” (Aldo Moro)