I tribunali di Bari e Milano dicono no all’ammortamento alla francese sui mutui fondiari: cioè la restituzione degli interessi prima del capitale. Lo annuncia l’Adusbef spiegando che questo “sistema predatorio” utilizzato dalle banche sottrae di fatto 10.000 euro ogni 100.000 euro di finanziamento. Il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, annuncia quindi che sarà avviata una class action contro le banche e che sono “già centinaia” le adesioni ricevute.

L’associazione dei consumatori ha calcolato che un muto ventennale di 100.000 euro, con ammortamento illecito alla francese, genera un indebito lucro, considerando gli attuali tassi di interesse, di 75 euro al mese, producendo una rata di 791 euro, invece di 716 euro mensili con l’equo rimborso di capitale ed interessi, ossia 900 euro l’anno, che ammontano a 18.000 euro a fine estinzione del prestito.

I tribunali che hanno accolto la tesi dell’Adusbef sono quelli di Milano e Bari. In particolare i giudici del capoluogo lombardo hanno annullato le clausole di un contratto di mutuo che prevedeva un piano di ammortamento alla francese perché non soddisfano il requisito della determinatezza o determinabilità del loro oggetto, richiesto dalla disciplina dei contratti ex artt. 1418, 1346 Codice Civile per cui gli interessi saranno ora dovuti ma nella misura legale.

Dopo il Tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano) che aveva pronunciato un sentenza sui mutui basati sull’ammortamento alla francese, anche Larino aveva accolto le richieste di un utente difeso dal un legale Adusbef. Nel primo caso era coinvolta una famiglia di imprenditori pugliesi che aveva portato in giudizio il Banco di Napoli (oggi gruppo Intesa Sanpaolo), per due mutui aperti a gennaio 1988 (da 350 milioni di lire, decennale, rate semestrali, tasso fisso).

Il magistrato, accogliendo la richiesta dei clienti del Banco di Napoli, aveva affermato che il calcolo dell’interesse nel piano di ammortamento deve essere trasparente ed eseguito secondo le regole matematiche dell’interesse semplice e non di quello composto utilizzato appunto nell’ammortamento alla francese. I piani di ammortamento sono stati ricalcolati al tasso legale di volta in volta in vigore, con l’eliminazione dell’anatocismo, determinando una quota interessi inferiore a quella pagata.

Lo stesso è successo nel Tribunale di Larino – Sezione distaccata di Termoli – dove è stato dichiarato illegittimo tale sistema di ammortamento poiché, come sostenuto dall’Adusbef, il tasso di interesse stabilito nel contratto di mutuo non era stato rispettato dall’istituto bancario dal momento che il maggior tasso di interesse pagato veniva nascosto nel piano di ammortamento alla francese. Il consolidamento univoco della giurisprudenza dei Tribunali, offre la possibilità all’Adusbef, che ha già raccolto centinaia di deleghe, di intentare una class action contro questo meccanismo di “un sistema bancario predatorio – afferma l’associazione – che ha scippato dalle tasche di milioni di mutuatari almeno 10.000 euro in media (i calcoli dipendono dai tassi applicati) per ogni mutuo ventennale di 100.000 euro”.