Per la prima volta la città dei misteri scende in piazza vicino ai magistrati. A Trapani, storico crocevia a cavallo tra pezzi delle istituzioni e Cosa nostra, alcune centinaia di cittadini hanno sottoscritto un manifesto di sostegno alla procura guidata da Marcello Viola, da mesi al centro di inquietanti minacce.

“Chiediamo che le forze migliori delle istituzioni trapanesi siano tutelate affinché queste possano svolgere il proprio lavoro e possano proteggere i cittadini che ogni giorno combattono personali lotte quotidiane di contrasto alla mafia ed alla mentalità mafiosa. Chiediamo che il procuratore Marcello Viola, il pm Andrea Tarondo, il presidente del Tribunale delle misure di prevenzione Piero Grillo, e tutti i magistrati e giudici che trattano procedimenti di criminalità organizzata, appartenenti alla procura e al tribunale di Trapani, che da mesi sono oggetto di atti intimidatori, siano tutelati e non siano lasciati soli” scrivono nel manifesto, che per la prima volta rompe il muro d’omertà cittadino intorno ai magistrati. Associazioni e movimenti si sono riuniti il 10 gennaio per chiedere alla Commissione Antimafia di occuparsi del territorio in cui ancora oggi si muove Matteo Messina Denaro, l’ultima grande primula rossa di Cosa Nostra. “Chiediamo che la Commissione Nazionale Antimafia accenda i suoi riflettori su Trapani dove li fenomeno mafioso ha lasciato e ancora oggi continua a lasciare segni indelebili rimasti indecifrati comele stragi di Pizzolungo, quella dei carabinieri della stazione di Alcamo Marina, i delitti del pm Ciaccio Montalto, del giornalista Mauro Rostagno, del giudice Alberto Giacomelli e dell’agente Giuseppe Montalto; il tentato omicidio del questore Rino Germanà. Non meno rilevante e da chiarire in ogni aspetto è la certificata presenza a Trapani dei centri di Gladio. E ancora a Trapani la loggia segreta e coperta Iside 2 ha oggi suoi eredi e ci ha lasciato perfettamente in carriera molti colletti bianchi”.

E sempre da Trapani arriva un segnale di contrasto, questa volta culturale, contro i molteplici tentacoli della piovra mafiosa. A lanciarlo è l‘associazione antiracket e antiusura di Trapani che ieri ha portato in scena all’Auditorium della Rai di Palermo “La mafia normale”, spettacolo teatrale che punta a raccontare quanto possa essere nocivo ogni rantolo di cultura mafiosa alle scuole di tutta Italia. “Bisogna far crescere la coscienza critica nelle nuove generazioni” racconta l’attrice Tiziana Ciotta, che con Michele Morfino, Lorena Ingarsia e Marco Marcantonio interpreta lo spettacolo scritto da Marco Rizzo con la regia di Piervittorio Demitry.