Anche a Gstaad (nell’Oberland bernese, va bene lo sapete già), al di là del glamour patinato, se ne possono trovare di genuine come il latte. Dal palcoscenico del Menuhin Festival al Teatro Nazionale di Beijing Roumen Kroumov, pianista e compositore nell’anima, è approdato alla scuola di musica di Saanen, un grappolo di case che lo fanno assomigliare a un presepe. Il suo curriculum lascia a bocca aperta. Da chiedersi: cosa ci fa uno come lui da queste parti? Enfant prodige in Bulgaria dove è nato, multipremiato, invitato in tutto il mondo, suona Chopin in tutte le sue sfumature. In Cina poi Roumen è una star e non solo perché ha sposato la Maria Callas dagli occhi a mandorla, Xiuwei Sun, che con i suoi gorgheggi da soprano ha inaugurato le Olimpiadi di Pechino. Sue ha cantato per Papa Wojtyla con Placido Domingo, è stata diretta da Franco Zeffirelli e inaugura le stagioni liriche dall’Oman all’Arena di Verona. Come Pablo Picasso sposò la sua musa, anche il pianista delle nevi si innamorò della sua Madame Butterfly. Accadde al Festival d’Avenches sulle note di “Va Pensiero…” che li avvolsero in un abbraccio sinfonico. Calato il sipario si sono guardati negli occhi, dicendosi, senza parlare: “La musica è il motore di tutto”. Nessuno dei due capiva la lingua dell’altro, hanno incominciato a comunicare con le liriche di Giuseppe Verdi. Ancora oggi continuano a parlare tra di loro in italiano. Roumen ha bucato l’oscurità di una notte stellata attaccando una “Ave Maria piena di grazia”, mentre le pattinatrici piroettavano in nuvole di tutù sulla pista del Gran Hotel Park di Gstaad per l’annuale Gala sul ghiaccio. Per una buona causa, quella di ‘“Innocence en danger” che si occupa dell’infanzia abusata sessualmente. Superlativa la coach e coreografa Georgette Buehlmann, icona del pattinaggio, la Rita Levi Montalcini dell’iceskating, 83 anni ancora in pista con i pattini, s’intende.

Qualcuno bussa alla porta. Apro, è una gran bella ragazza e mi chiede di controllare il camino. Secondo l’anedottica popolare lo spazzacamino porta buonafortuna. Un’intera generazione è cresciuta sulla note di “Cam-caminì Cam-caminì spazzacamin, la sorte è con voi se la mano vi do…” della indimenticabile Mary Poppins e la canticchio fra me e me mentre l’accompagno in soggiorno. Samantha Trummer ha 27 anni e una dolcezza nello sguardo azzurro cielo. Le chiedo se conosce Michelle Hunziker, la svizzera più famosa in Italia. Annuisce con la testa. Poi oso: “Samantha bella come sei, perché non fai altro?”. Ma mi pento subito della mia idiozia. Ogni mestiere ha una sua noblesse. E anche lo spazzacamino ce l’ha. Sembra quasi leggermi nel pensiero: “Anche se il mio make up è fatto di carbone e non sono vestita alla moda, io elimino le polveri (nocive) del cammino e lo porta a risplendere. E cosa c’è di più bello di un camino che arde? Non è questo il simbolo del focolare domestico che tutti sognano?”. Poi Samantha aggiunge: “Mio padre lavora alle Poste, mi sorella gemella fa la segretaria. Non c’erano soldi per farmi studiare da infermiera. Comunque, lo spazzacamino è il mestiere più bello del mondo. E di questi tempi di crisi, anche qui, meglio non fare troppo la difficile”. E Samantha che lavora per la compagnia di Roland Morgenthaler Kaminfeger in Munsingen. Lo fa pure bene. Una settimana dopo mi arriva una notifica del Comune. La cappa non aspira come dovrebbe e si rischia l’intossicazione. Se non sistemo il problemuccio sono multe salate. E qui con il fuoco non si scherza proprio.
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