Nuovo attacco della rivista scientifica Nature al cosiddetto metodo Stamina. Dopo aver letto i verbali del Comitato scientifico, nominato dal ministero della Salute e sospeso dal Tar del Lazio, il giornale statunitense parla di  “serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”, riprendendo quanto diffuso dalla stampa italiana a fine dicembre. Tra queste, “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali”, “errori concettuali” nel protocollo e “alcune sezioni del quale sono state copiate da Wikipedia”. Tutte affermazioni già utilizzate da molti dei ricercatori italiani, che negli ultimi mesi hanno criticato il protocollo di Davide Vannoni. “Le carte trapelate rivelano la vera natura dei processi coinvolti, a lungo tenuti nascosti dal presidente di Stamina, Davide Vannoni. Altre rivelazioni mostrano che i successi clinici rivendicati da Stamina per i loro trattamenti sono stati ingigantiti”, si legge nell’articolo pubblicato online.

Critiche a cui il fondatore della Stamina Foundation risponde su Facebook: “Attenzione Stamina è pericolosa e non serve a nulla (al massimo fa ingrassare). Eccovi Gioele prima (3,8 kg e completamente immobile, se non un residuo su una manina) e Gioele oggi (10,8 kg con movimenti delle braccia, delle gambe, del collo e delle mani). Il resto è tutta fuffa”. Vannoni posta anche la foto del bimbo a cui si riferisce, che ha avuto accesso alle infusioni del cosiddetto metodo Stamina.

“Sono sempre più numerosi i ricercatori italiani di fama internazionale che prendono le distanze da chi si è schierato a favore del metodo Stamina”, scrive la rivista riferendosi da un lato alle dimissioni dello scienziato Carlo Croce dal comitato scientifico della Fondazione Rimed di Palermo, dall’altro quelle degli esperti Carlo Redi, Giulio Cossu e Francesca Pasinelli da Cure Alliance, l’associazione fondata da Camillo Ricordi, il diabetologo dell’università di Miami che nel luglio scorso – rileva Nature – aveva definito “sicuro” il metodo Stamina. Nuovi tasselli della controversa vicenda Stamina

“A fine dicembre Carlo Redi dell’università di Pavia, Giulio Cossu dell’University College London e Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon, sono usciti da Cure Alliance (…) sconcertati dall’insistenza di Ricordi sul fatto che la validità della terapia Stamina non è stata ancora provata o smentita, e dalla sua offerta di verificarla ed eventualmente migliorarla nella sua clinica di Miami”, scrive  Alison Abbott, già autrice di altri articoli critici sul caso.

Carlo Croce, scienziato italiano che lavora negli Usa si è infatti dimesso dal Comitato scientifico della Fondazione Rimed di Palermo, presieduta dallo scienziato Camillo Ricordi. E alle origini della decisione choc ci sarebbe proprio una “divergenza” con lo scienziato che ha deciso di ospitare nel suo laboratorio di Miami i test sulle infusioni di Stamina, che inizieranno il 15 gennaio“Un paio di settimane fa mi è arrivata un’email, dalla quale mi sono reso conto che il presidente della fondazione era Camillo Ricordi, e una settimana fa ho rassegnato le mie dimissioni espressamente per questo motivo”, spiega lo scienziato all’Adnkronos Salute. A Croce, che è distinguished university professor, chairman del Dipartimento di biologia molecolare, immunologia e genetica medica e direttore dell’Istituto di genetica dell’Ohio State University, non sono piaciute “le dichiarazioni” del collega sul caso Stamina. “Quando mi sono accorto che la fondazione era presieduta da Ricordi ho preso questa decisione. Ho trovato disgustoso che una persona che ha in qualche modo sostenuto Stamina e quella banda di ciarlatani fosse a capo di un’organizzazione clinico-scientifica. Ricordi mi ha mandato una mail che esordiva con ‘Caro Carlo’. Io gli ho risposto in inglese”, replicando di non approvare le sue dichiarazioni sulla vicenda. “Lui ha replicato di non aver mai detto che Vannoni è come Galileo o Copernico, ma ho preferito dimettermi perché trovo imbarazzante essere associato a un’organizzazione che ha lui come presidente”.

 Leggi l’articolo di Nature: “Leaked files slam stem-cell therapy”