L’ultimo romanzo “pescato” dall’editore Einaudi nel repertorio dello scrittore statunitense Don Winslow, e nei suoi esordi prima che diventasse l’autore di culto che è ora, s’intitola “Morte e vita di Bobby Z”: è un’opera davvero piacevole e, per molti versi, attuale.

Winslow è, da anni, ritenuto un maestro del poliziesco contemporaneo, ed è apprezzato non solo da una folta schiera di lettori in tutto il mondo ma anche da diversi suoi colleghi. Unisce, da sempre, la passione per il surf e per la cultura che circonda questo sport (da New York si è trasferito a San Diego per essere più vicino alle onde e ai luoghi che ama e che descrive nei suoi romanzi) a una caratterizzazione dei personaggi davvero originale, senza tralasciare un’attenzione per i dettagli investigativi (ha lavorato come investigatore privato). Tutti i suoi protagonisti sono sofferti, hanno uno o più passati che implacabilmente ritornano, presentano un lato oscuro che si miscela, però, a tanta umanità. Se si aggiunge, nelle pagine, un tocco di humor spesso cinico ma mai sgarbato, è chiaro che il risultato finale è assai interessante.

In “Morte e vita di Bobby Z”  Winslow unisce agli aspetti embrionali dei suoi classici punti di forza, che ha poi sviluppato nei lavori successivi, un sapore vintage che è non solo di gran moda oggi ma che risulta particolarmente gradevole a quindici anni di distanza: la versione in lingua originale del romanzo è stata pubblicata, infatti, nel 1997.

La storia vede come punto di partenza una apparentemente banale sostituzione di persona: un detenuto che nulla ha più da perdere e, anzi, rischia quotidianamente la vita in carcere per aver sgozzato un membro di una motorcycle gang, viene prelevato dall’antidroga e convinto a rivestire i panni di un noto, e ormai leggendario, trafficante di droga, Bobby Z appunto, di cui si sono perse le tracce da anni. Il fine è quello di uno scambio con un agente della Dea catturato da un altro criminale.

Ecco: da un’idea così semplice, che mescola un po’ i temi dell’agente sotto copertura, ricorda in qualche passaggio il film Face/Off e richiama i temi più attuali del furto di identità, Winslow ha dato vita a un mondo di personaggi e di ambienti che ha dell’incredibile, e che appare fresco anche in questa nuova traduzione in italiano.

Tim Kearney, il protagonista, affascina il lettore sin dal primo momento: ha un passato da marine (che diventerà, in realtà, un passato da vero e proprio Rambo in occasione delle scene d’azione), ovviamente congedato con disonore, ed è finito a fare il piccolo criminale. Ma quando si troverà nei panni di Bobby Z e a dover trattare con altri trafficanti di droga che lo vogliono morto, tirerà fuori il meglio di sé non solo dal punto di vista dell’aggressività ma anche della sua umanità.

Il romanzo è ambientato sul confine col Messico, in un’atmosfera alla Machete, e in alcuni spunti Winslow ricorda molto Tarantino. La parte più bella è la psicologia e il percorso di redenzione di questo piccolo criminale, che si troverà davanti a scelte importanti e comprenderà soprattutto che il mondo attorno a lui, compreso quello delle forze dell’ordine, non è così puro come sembra. Aleggia, contemporaneamente, il dilemma se trarre vantaggio oppure no della posizione di potente criminale in cui si è venuto a trovare.

Ancora una volta la California del Sud, con i suoi surf, è descritta magistralmente. La parte più suggestiva di questo romanzo è, però, il contorno. Winslow ha creato una vera e propria sceneggiatura che include bambini in cerca di supereroi, bellissime prostitute redente, cowboy e killer di professione, reduci di guerra e surfisti, barboni e poliziotti corrotti, Hells Angels e cecchini. E ogni personaggio ha il suo perché, non è mai superfluo e arricchisce continuamente la storia. Un romanzo corale attorno a un personaggio forte che ben presto affascina il lettore, e una sequenza quasi ossessiva di scene d’azione e di adrenalina.

È un libro leggero, sia chiaro: tanta azione, molti dialoghi serrati, un po’ di sesso, alcune parti prevedibili. Ma è anche un poliziesco davvero solido, dal sapore vintage in un contesto – e contorno – unico e molto particolare.

I percorsi psicologici dei personaggi, il loro rapporto con il passato e con il presente, le ombre che si portano dentro e le scelte che si trovano a dover affrontare disegnano, infatti, un quadro “impegnato” della narrazione che non è banale come potrebbe a prima vista sembrare.