Moody’s mette sotto osservazione il rating ‘Ba3’ di Fiat per un possibile downgrade. E lo fa, come spiega in una nota l’agenzia stessa, in conseguenza dell’accordo raggiunto con il fondo Veba del sindacato United auto workers (Uaw) per l’acquisizione del 100 per 100 di Chrysler avvenuto lo scorso primo gennaio per un valore di 3,6 miliardi

“Mettiamo sotto osservazione i rating Fiat per un downgrade perché l’annunciata acquisizione” di Chrysler “indebolirà materialmente la posizione di liquidità di Fiat in un momento in cui la società ha ancora un free cash flow negativo – afferma Falk Frey, analista di Moody’s per Fiat – Detto questo prevediamo che il cash che resterà nel bilancio Fiat, la generazione di cash flow operativo e le linee di credito non usate dovrebbero essere sufficienti a Fiat per centrare le anticipate necessità cash del 2014”. Il Lingotto, infatti, dovrà versare subito 1,75 miliardi in contanti, mentre l’intera cifra sarà saldata entro quattro anni.

La revisione si concentrerà, fra l’altro, sull’impatto che l’operazione Chrysler avrà sul profilo di liquidità di Fiat per i prossimi 12-18 mesi, sui possibili passi per semplificare la struttura legale del gruppo e sulla performance operativa nell’esercizio fiscale 2013.

L’annuncio arriva al termine di una giornata di calo in Borsa per il titolo Fiat che ha perso l’1,69% dopo la conferma della raccomandazione ‘underperform’ degli analisti di Macquarie e lo stop cinese sulle importazioni di Jeep. E dopo che la società torinese ha annunciato un fermo produttivo per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, nel napoletano, il 13 gennaio prossimo e incassato un importante successo con il record di vendite di jeep per il secondo anno consecutivo.

Moody’s mette in guardia anche sulle performance operativa e finanziaria di Fiat in Brasile come società ‘stand alone’: il Brasile, che è il mercato estero più redditizio per Fiat, è notevolmente deteriorato dal 2001, in seguito alle crescente pressione competitiva. “Nell’opinione di Moody’s, la capacità di Fiat di compensare la debole domanda in Italia è diminuita ulteriormente”. “Il rating potrebbe finire sotto pressione se Fiat perdesse significative quote di mercato in Europa e/o se il contributo dalle attività in Brasile diminuisse” afferma Moody’s. A pesare sul rating potrebbe essere anche un ulteriore aumento del debito Fiat come risultato dell’acquisizione di Chrysler. Una revisione al rialzo del rating – mette in evidenza Moody’s – potrebbe aversi se Fiat raggiungesse il break even in termini di free cash flow come società ‘stand alone’, con ulteriori indicazioni di un free cash flow positivo in grado di ridurre il debito.