“Poste italiane non conosce né i mittenti né i destinatari delle lettere ‘civetta’ inviate dalla Izi spa per i controlli di qualità”. La posizione di Poste, per voce di Gennaro Celotto, responsabile dei servizi per la qualità, è netta. Identica la posizione di Izi SPA: “Poste non può e non deve conoscere i nominativi e gli indirizzi dei nostri rilevatori”, spiega Luca Savo, responsabile dei controlli. Ma al Fatto Quotidiano risulta il contrario: in due casi, all’interno degli uffici di Poste, sono state individuate e fotografate due lettere destinate al monitoraggio. Abbiamo contattato i destinatari delle presunte “lettere civetta” e hanno tutti confermato di prendere parte al controllo di qualità. La nostra fonte – che chiede l’anonimato – racconta di macchine di smistamento fermate, nel flusso normale di posta da destinare, per dare una corsia preferenziale alle lettere ‘civetta’: “E’ sufficiente analizzare i fermi delle macchine e verificare se e quando, da un flusso di circa 20mila lettere l’ora, passano al ritmo di poche buste, per poi riprendere la velocità abituale”. Lo scopo? Recapitarle nei tempi previsti dalla legge e superare i test di controllo. “Lo escludo categoricamente – conclude Celotto – per quanto mi riguarda è un’operazione tecnicamente impossibile. Se qualche persona è riuscita a intercettare questi nominativi, si tratta del comporta- mento di un singolo e non dell’intero sistema Poste”, commenta Celotto. E la Izi ammette: “La probabilità che Poste intercetti i nostri rilevatori esiste”.  di Antonio Massari, montaggio Franz Baraggino

Articolo Precedente

Crisi: Krugman e la terapia delle bolle seriali

next
Articolo Successivo

Fiat-Chrysler, il difficile arriva ora

next