Decine di delegati del Partito comunista dei lavoratori, quella che fu la minoranza di ispirazione trotskista all’interno di Rifondazione comunista, stanno partecipando, a Rimini, al terzo congresso della formazione che alle ultime elezioni ha raccolto lo 0,26% alla Camera e lo 0,38% al Senato, rimanendo fuori dal parlamento. “La Fiom non ha fatto quello che doveva fare, cioè mobilitare i lavoratori per una ribellione sociale visto quello che sta succedendo”, spiega Francesco, un giovane compagno iscritto (“criticamente”) anche al sindacato guidato da Maurizio Landini. La linea è quella di rimanere duri e puri e non accettare alleanze con nessuno tanto meno con Fiom e Sel, accusate di andare dietro a Matteo Renzi: “Né con forze che stanno dentro né fuori dal parlamento”, spiega Tiziana Mantovani. Ma le parole più dure sono quelle indirizzate al Movimento 5 stelle: “È un movimento populista e reazionario, nemico del mondo del lavoro”, dice Marco Ferrando, portavoce del Pcl, che aggiunge: “O la sinistra rinasce su un terreno anti capitalistico e rivoluzionario o può solo fare da reggi coda a Renzi” di David Marceddu

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