Giancarlo Bocciarelli, gioielliere in pensione, ha ucciso la moglie malata a colpi di pistola nella clinica di Paderno Dugnano (periferia nord di Milano) dove era ricoverata da due mesi, e subito dopo si è sparato uccidendosi di fronte al corpo di lei. L’arma usata era regolarmente detenuta dal 76enne. L’ex gioielliere era da tempo molto prostrato per le gravi condizioni della moglie Anna, a cui era molto legato e già durante le feste di Natale aveva manifestato ai due figli il suo malessere per la situazione della consorte. Lasciano un figlio di 42 anni e una figlia di 40, residenti a Rho (Milano). Chi li conosceva dice che “erano unitissimi” e non nasconde che dal sopraggiungere della grave ischemia l’uomo era crollato “in un profondo stato di depressione”. I due abitavano a Carpaneto Piacentino (Piacenza).

Intorno alle 11.30 l’uomo era andato nella struttura in cui era ricoverata la 79enne. Si tratta della residenza sanitaria per anziani “Emilio Bernardelli”, dove si trovava per un’ischemia cerebrale. Una volta nella stanza della donna, il marito ha estratto la pistola, una 38 special che deteneva regolarmente dai tempi in cui faceva il gioielliere, e ha sparato due colpi al petto della moglie. Subito dopo ha rivolto l’arma verso se stesso, facendo fuoco una terza volta, alla tempia. Nessuno si era accorto di nulla fino a quando improvvisamente gli infermieri hanno sentito le detonazioni provenire dalla stanza dov’era allettata la donna. Sulle prime, per via delle ferite poco evidenti sul corpo di lei, si pensava solo che l’uomo si fosse suicidato al suo capezzale. Quando i medici e gli investigatori si sono accorti dei fori sul petto della donna (l’uomo ha mirato al cuore), si è capito quanto era successo.