“Le violenze e le ingiustizie presenti in tante parti del mondo non possono lasciarci indifferenti e immobili: c’è bisogno dell’impegno di tutti per costruire una società veramente più giusta e solidale”. Lo ha affermato Papa Francesco nel primo Angelus del 2014, nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra, per volontà di Paolo VI, la 47esima Giornata mondiale della pace che ha come tema “Fraternità, fondamento e via per la pace”.

“Alla base – ha spiegato Bergoglio ai fedeli presenti in piazza San Pietro – c’è la convinzione che siamo tutti figli dell’unico Padre celeste, facciamo parte della stessa famiglia umana e condividiamo un comune destino. Da qui deriva per ciascuno la responsabilità di operare affinché il mondo diventi una comunità di fratelli che si rispettano, si accettano nelle loro diversità e si prendono cura gli uni degli altri”.

Sulle guerre che persistono ancora nel mondo Bergoglio ha rinnovato il suo appello dicendo con forza: “È ora di fermarsi!”. “Da ogni angolo della terra – ha affermato Papa Francesco – oggi i credenti elevano la preghiera per chiedere al Signore il dono della pace e la capacità di portarla in ogni ambiente. In questo primo giorno dell’anno, il Signore ci aiuti a incamminarci tutti con più decisione sulle vie della giustizia e della pace; lo Spirito Santo agisca nei cuori, sciolga le chiusure e le durezze e ci conceda di intenerirci davanti alla debolezza del Bambino Gesù. La pace, infatti, richiede la forza della mitezza, la forza non violenta della verità e dell’amore”. Alla Madonna il Papa ha voluto affidare “il grido di pace delle popolazioni oppresse dalla guerra e dalla violenza, perché il coraggio del dialogo e della riconciliazione prevalga sulle tentazioni di vendetta, di prepotenza, di corruzione. A lei chiediamo che il Vangelo della fraternità, annunciato e testimoniato dalla Chiesa, possa parlare a ogni coscienza e abbattere i muri che impediscono ai nemici di riconoscersi fratelli”.

Benedizione particolare di Bergoglio per l’Italia: “Desidero ringraziare il presidente della Repubblica Italiana per le espressioni augurali che mi ha rivolto ieri sera, durante il suo messaggio alla Nazione. Ricambio di cuore, invocando la benedizione del Signore sul popolo italiano, affinché, con il contributo responsabile e solidale di tutti, possa guardare al futuro con fiducia e speranza“. Nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace Papa Francesco ha scritto che “il necessario realismo della politica e dell’economia non può ridursi a un tecnicismo privo di idealità, che ignora la dimensione trascendente dell’uomo. Quando manca questa apertura a Dio, ogni attività umana diventa più povera e le persone vengono ridotte a oggetti da sfruttare. Solo se accettano di muoversi nell’ampio spazio assicurato da questa apertura a colui che ama ogni uomo e ogni donna, la politica e l’economia riusciranno a strutturarsi sulla base di un autentico spirito di carità fraterna e potranno essere strumento efficace di sviluppo umano integrale e di pace”.

Twitter: @FrancescoGrana