Un po’ pessimistiche. Segnali preoccupanti si stanno moltiplicando. Visti tutti insieme non sembrano casuali e scollegati. C’è una logica. Penso che ci dicano che siamo in situazione di grande squilibrio. L’abbiamo creato noi. L’ha creato l’Uomo (e la Donna) distruggendo il ciclo di Gea. Le ultime dieci generazioni (delle circa 40.000 che ci hanno preceduto) hanno fatto un grosso guaio. Lo squilibrio è un insieme di squilibri, tutti interconnessi e tutti reciprocamente influenzantisi.

Il guasto concerne un meccanismo complesso. Intervenire su uno solo, o alcuni, degli squilibri, non sarà sufficiente. Sono il risultato di 5 miliardi di anni. Li abbiamo modificati in due secoli di sussulti violenti. Adesso gli effetti invadono tutte le sfere della nostra vita, la natura, la società, l’energia che ci è necessaria, la psicologia di tutti e di ciascuno. E 7 miliardi d’individui sono presi in un vortice immenso, al quale sembra non esserci riparo.

Le strutture economiche e sociali che abbiamo costruito appaiono sempre di più non solo instabili, ma fragili. Pochi conoscono come funzionano. Quando si rompono – e si rompono sempre più spesso – pochi, quasi nessuno, sanno come ripararle.

Chi comanda? Chi guida? Ci sono i potenti del mondo, che vivono ai piani alti di una torre vertiginosa. Nessuno li ha eletti, ma dispongono di tutto il potere. Il denaro li ha resi inattingibili, al punto che (alcuni di loro) si credono onnipotenti. Vedono, da lassù, una parte del futuro.

Vedono dunque, meglio di noi, la crisi che arriva al galoppo. Sanno che la torre in cui vivono è ormai come la cima di un vulcano. E cercano di chiuderne la bocca, con tutte le tecnologie di cui dispongono, cambiando il clima, creando nuove armi, puntandole contro la natura, accrescendo tutti gli squilibri.  

Come sciamani primitivi cercano qualche artificio, scommettono su qualche ricetta miracolosa. Che però non sanno trovare.

Là sotto vedono  le plebi infuriate, da loro stessi create, salire lungo i contrafforti e si preparano a combatterle. Possono vincere contro quelli che salgono, ma non potranno fermare l’eruzione del vulcano su cui siedono.