La Camera si tiene gli affitti milionari. E a finire per strada sono i poliziotti. Succede nella Capitale, quella da salvare, ma nessuno se ne preoccupa. Sono 10 su 29  i commissariati della Polizia di Roma sotto sfratto esecutivo, per finita locazione o perché la Prefettura ha smesso da tempo di pagare l’affitto per sedi e alloggi. Come al Flaminio Nuovo, dove una sessantina di agenti presidia 14 comuni della Provincia e la Cassia, strada maestra dell’ingresso nella Capitale. Con lo Stato moroso la proprietà non mette mano alla struttura da anni, ragion per cui la 626 lì non è mai entrata. Le foto non rendono l’odore di muffa che gli agenti tentano di eliminare areando i locali. Gli scarichi delle turche non funzionano, tocca versarci acqua a secchiate. Un cartello sotto lo scaldabagno avverte: “Non accedere, perdita d’acqua. Pericolo”. Il riscaldamento scalda giusto il commissariato mentre sopra, negli alloggi, la 125 di corrente impedisce di attaccare stufette. Potrebbero causare il blackout, sarebbero guai. Chissà quanti, guardandosi intorno, avranno pensato di sfilarsi il casco. Anche perché da qui, il 31 dicembre, si sgombera. E sarà poliziotti che sfrattano altri poliziotti, roba mai vista. E non solo lì. A 200 metri c’è la stazione dei Carabinieri Tomba di Nerone, anch’essa sotto sfratto. Poi toccherà a Vescovio, Sant’Ippolito, Tuscolano e via via tutti gli altri.

Il problema degli alloggi collettivi era noto da tempo ed è esploso alla fine dell’anno scorso con l’arrivo di 455 agenti di rinforzo motivato da esigenze di ordine pubblico della Capitale. I  2.064 posti letto per le forze di polizia erano pieni. Alcuni hanno preso il posto di colleghi anziani che li detenevano per problemi economici o familiari, altri sono stati sparsi tra San Lorenzo e Nomentano. Duecento sono finiti alla Scuola dei Vigili del Fuoco delle Capannelle, che chiude di notte e non ha un’armeria: per un mese si sono spostati per le strade di Roma senza l’arma d’ordinanza. Altri 78 sono stati alloggiati in tre alberghi. “Abbiamo speso 35mila euro per i pernottamenti, molto meno dei costi che avevamo preventivato”, spiega Pasquale Fiocco, dirigente dell’Ufficio tecnico logistico della Questura di Roma.

Per alti funzionari (e parenti)
gli alloggi dorati non mancano mai

Da anni i sindacati chiedono di sapere come sono assegnati 230 alloggi individuali – dai 100 ai 250 metri quadri ciascuno – quasi tutti nei quartieri prestigiosi della Capitale. Almeno una cinquantina, dalle loro ricerche, risultano occupati da persone senza alcun titolo tra cui pensionati, ex mogli, figli e parenti di dirigenti del Dipartimento della P.S. Sulla Salaria, ed è solo un esempio, ci sono quelli della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. Un edificio a ferro di cavallo immerso nel verde e a due passi dal centro con alberelli di limoni e cactus in giardino (foto). Una parte è destinata a residenze private per alte cariche, un villino a due piani e un edificio poco più grande di tre. La chiave è passata da De Gennaro Gianni, al tempo Capo della Polizia, a De Gennaro Andrea, il fratello generale della Guardia di Finanza a capo della Direzione centrale per i servizi antidroga. Alloggi di tutto rispetto anche ai Parioli, dove De Gennaro Francesco, figlio di Gianni, ha potuto abitare per anni in un alloggio Enasarco. Un anno dopo nulla è cambiato. Sui citofoni ci sono ancora nominativi di ufficiali in pensione come il vicario dell’ex questore di Genova Francesco Colucci al tempo del G8. E ancora un dirigente delle Risorse umane e la ex segretaria di Manganelli, poi addetta alle Relazioni esterne della Ps, poi alla Scuola di polizia e infine promossa a Rieti, a 100 km di distanza dalla Capitale. 

 Sul suo tavolo si è materializzato il rovescio della medaglia: ex funzionari e dirigenti che da anni occupano abusivamente alloggi individuali e di servizio nei quartieri esclusivi del centro. Loro, a quanto pare, nessuno riesce a sfrattarli. Fece scalpore la denuncia dei sindacati di una cinquantina di appartamenti dell’amministrazione degli Interni assegnati a canoni stracciati (se non gratis) a persone ormai senza titolo, pensionati, ex mogli, figli e parenti vari. Non se n’è più saputo nulla. Su input della Questura, invece, è partita la verifica sui 95 alloggi individuali di propria competenza e anche qui, va detto, non sono mancate sorprese: su 35 appartamenti in via Trionfale, zona Prati, 28 sono risultati occupati da titolari ormai in pensione o trasferiti altrove. Qualcuno era abusivo da dieci anni. A settembre il questore ha firmato 9 procedure di sfratto, nessuna è stata eseguita. Altri 10 abusivi se ne stanno comodi comodi nei 60 alloggi di servizio, assegnati a titolo gratuito, al Celio, Esquilino, Tuscolano e nei distaccamenti periferici.

“Da anni denunciamo queste iniquità – spiega Filippo Bertolami, segretario regionale ANIP – Italia Sicura – Gli alloggi dorati per i dirigenti del Dipartimento della P.S., con retribuzioni a 5 zeri dovrebbero essere trasformati in alloggi collettivi e assegnati a chi, per 1.300 euro al mese, ogni giorno rischia la pelle per la sicurezza di tutti, in una piazza sempre più incontenibile”.

Anche una volta recuperati, però, non basteranno a garantire una sistemazione decorosa agli agenti. La Questura sta stringendo i primi accordi per utilizzare strutture demaniali vuote: il commissariato Casilino, pure sotto sfratto, ha traslocato nell’ex motorizzazione. Altre soluzioni sono allo studio, ma anche così non se ne verrà a capo anche perché lo Stato, dalla sua, ci mette poco o nulla: nella legge di bilancio 2012 era previsto un contributo di 11,7 milioni per costruire nuovi alloggi per il personale di polizia ma sono spariti nelle variazioni 2013 e fino al 2015 questa posta di bilancio è pari a zero.

Il paradosso è che l’amministrazione dello Stato abbonda di immobili vuoti eppure spende oltre 300 milioni l’anno per alloggiare poliziotti e carabinieri. Solo per gli affitti – ha accertato la Ragioneria generale dello Stato – il Viminale ha un debito fuori bilancio di 176 milioni.  “La soluzione è sotto gli occhi di tutti”, insiste Bertolami. “Per alloggiare i poliziotti si continuano a pagare montagne di soldi in affitti presso strutture private, spesso fatiscenti e con ingenti costi per canoni e manutenzioni che aumentano solo contenziosi e degrado. E intanto si continua a programmare la vendita dei beni demaniale che si potrebbero ristrutturare e utilizzare a questo scopo anziché per fantomatiche operazioni per fare cassa”.