Approvata, poi respinta e poi di nuovo approvata. La norma per la rescissione dagli affitti d’oro, voluta dai 5 Stelle e poi bocciata a più riprese dal Parlamento, nonostante la disponibilità iniziale, ha acceso gli animi dei parlamentari. L’ultima scoperta è quella dell’emendamento presente nella legge di stabilità che blocca di fatto la rescissione per gli immobili sui quali sia presente un’assicurazione. “Una porcata”, secondo Lega e M5S. A giustificarlo è il relatore della legge di stabilità Maino Marchi, deputato del Partito democratico. “Il rischio segnalato”, ha dichiarato a Repubblica, “era quello di produrre un danno ai risparmiatori che investono in fondi collegati ad edifici preziosi grazie all’affitto pubblico. La possibilità di recedere dagli affitti potrebbe fare perdere valori a questi fondi. Io credo che questa norma sia giusta perché si tenta di tutelare il denaro dei risparmiatori e non dei proprietari. Questo non significa essere amici dei palazzinari, ma dei risparmiatori”.

Sulla questione, spiega, “c’è un intreccio fra varie cose. Tutto nasce da una parte dalla cosiddetta ‘manovrina’, il decreto legge fatto per rientrare nel 3 per cento del rapporto deficit-Pil. E siccome ci sono problemi per disdire i contratti della Camera si è messa una norma generale che prevede appunto la possibilità di recedere dai contratti in 30 giorni da parte di Stato, organi costituzionali, Regioni ed Enti locali”, poi “questa norma generale è stata cancellata al Senato durante la discussione del decreto ‘salva Roma’. Ma sabato sera alla Camera abbiamo soppresso questa soppressione”.

“Nella legge di Stabilità vi è un percorso parallelo. Nasce da un emendamento del Nuovo centrodestra che prevedeva questo: quando scade un contratto di affitto pubblico, prima di rinnovarlo l’Agenzia del demanio deve verificare se nell’area ci sono palazzi pubblici dove collocare gli uffici. Su questo la Ragioneria dello Stato ci ha dato un parere favorevole, ma ha segnalato la necessità di collegare il tutto ad una norma che salvaguardasse i fondi di investimento”.