“Per noi la norma sulle slot machine può essere cancellata immediatamente, anche subito”. Lo afferma all’Adnkronos il vicepremier Angelino Alfano al termine della votazione alla Camera sulla nota di variazione del bilancio di Stato, che recepisce gli effetti della legge di stabilità. Il riferimento è all’emendamento presentato pochi giorni fa in senato dall’Ncd, e approvato dall’aula anche con i voti del Pd, che stabiliva tagli ai trasferimenti dello Stato verso gli enti locali che adottano provvedimenti restrittivi verso l’azzardo di Stato, con conseguente riduzione di gettito fiscale per le case dello Stato. “Evidentemente – ha sottolineato il ministro dell’Interno e leader dell’Ncd – quando è stato presentato l’emendamento è stato calcolato l’impatto economico della norma, ma non quello politico, mediatico e culturale. Il nostro movimento politico – ha assicurato il leader del Nuovo Centro Destra- non ha alcuna positiva attenzione verso il settore e io personalmente educo i miei bambini a stare alla larga da giochi che possono avvicinarli a quel mondo”. Della stessa opinione anche Maurizio Lupi del Nuovo centrodestra: “Si può ancora intervenire”.

Chi ci tiene a smarcarsi dal provvedimento è anche l’autrice dell’emendamento, Federica Chiavaroli, vicepresidente Ncd al Senato, che propone direttamente l’abolizione del gioco d’azzardo. “Come ha ben precisato il ministro Alfano, il Nuovo CentroDestra non ha nessuna intenzione di favorire il gioco. L’unico motivo per il quale avevo presentato l’emendamento al Dl ‘Salva Roma’ è stato quello di recepire, insieme a tutta la maggioranza, una richiesta del governo affinché il regime regolato e vigilato del gioco fosse organizzato con responsabilità di tutti i livelli istituzionali. Constato che è stata scatenata dal segretario del Pd, senza rispetto per i suoi stessi parlamentari, una fiera dell’ipocrisia alla quale sono pronta a partecipare proponendo direttamente, per evitare ogni ulteriore strumentale equivoco, la proibizione del gioco in Italia”, conclude.

Possibili modifiche in arrivo al dl Salva Roma in discussione alla Camera in particolare su 2 nodi del testo: la misura che taglia i trasferimenti agli enti locali ‘no slot’ e quella che ha cancellato il diritto di recesso, anche in deroga alle clausole del contratto, per i palazzi in affitto alle istituzioni. Tra i 200 emendamenti depositati in commissione, infatti, sono presenti alcuni in questo senso e non è escluso che vengano approvati. In particolare sugli affitti ce n’è uno a firma del gruppo Pd.