La Casa di Giuseppe Verdi a Busseto è “salva”. Lo storico Palazzo Orlandi dove il Maestro compose Stiffelio, Rigoletto e Luisa Miller, è stato acquistato dalla Siae attraverso il suo fondo immobiliare Norma di Sorgente Group. Lo stabile, che un tempo ospitava un museo con spartiti e cimeli del compositore, ma che da tempo era chiuso, era in vendita da anni. I proprietari non riuscivano a trovare un acquirente: poche le risorse dal Ministero e nulle le proposte da privati. Negli ultimi mesi la vendita era stata addirittura affidata a un’agenzia specializzata nei mercati di immobili di pregio in Russia e in Cina, con il rischio che l’Italia perdesse per sempre la storica dimora. Così però non è stato, e allo scadere dell’anno in cui tutto il mondo ha celebrato il Bicentenario verdiano, la Siae si è fatta avanti con un’offerta di circa un milione di euro e un progetto che punta a valorizzare la casa dove il Cigno di Busseto abitò dal 1849 al 1851 prima di trasferirsi a Villa Sant’Agata.

La proposta è di trasformare Palazzo Orlandi in “una scuola di musica d’ eccellenza, dedicata alla lirica e non solo – ha rivelato all’Ansa Gino Paoli, presidente della Siae – Per noi comprarla era un obbligo: Verdi è stato uno dei fondatori della Siae, era inevitabile che ce ne occupassimo”. A Busseto la casa di Verdi è passata alla storia anche come “casa dello scandalo” perché il Maestro vi trascorse due anni insieme alla sua amante Giuseppina Strepponi prima di sposarla in seconde nozze, ma è anche la dimora dove il Maestro lavorò intensamente, dando vita ad alcune tra le sue opere più celebri. E in futuro, potrebbe diventare un tempio della musica in cui si coltivano talenti e si offrono residenze agli artisti. Prima però dovrà essere avviata una fase di restauro, visto che il palazzo da tempo era in stato di abbandono. E ancora prima, dovranno passare i sessanta giorni in cui il Ministero dei Beni culturali e turismo potrà esercitare il diritto di prelazione da parte dello Stato, anche se difficilmente potrà accadere. Scaduto quel termine, il fondo Norma diventerà ufficialmente proprietario della casa di Verdi.

“Abbiamo deciso di proporre al Fondo di valutare l’acquisto della dimora di Giuseppe Verdi – ha spiegato il presidente Paoli – per diversi motivi: prima di tutto per onorare la memoria del fondatore della Siae nell’anno del suo bicentenario e poi per preservare questo edificio, simbolo che, secondo noi, va destinato ad un uso aperto alla fruizione del pubblico e degli associati della Siae”. La Siae ha annunciato in una nota ufficiale che insieme al Ministero dei Beni Culturali e alle autorità competenti sarà studiato un progetto per utilizzare e valorizzare al meglio la casa di Giuseppe Verdi “a beneficio della cultura italiana”. Valter Mainetti, ad di Sorgente Group, ha sottolineato l’importanza di questo acquisto per il gruppo e anche per l’Italia: “Siamo onorati di avere la possibilità di inserire nel portafoglio di uno dei nostri fondi immobiliari un edificio con così tanta storia – ha commentato – Il nostro gruppo è sempre stato particolarmente sensibile alla valorizzazione degli immobili di alto valore storico ed architettonico, concentrandosi sull’acquisto di edifici iconici in tutto il mondo. Anche in questo caso non mancheremo di formulare le nostre idee per tutelare e preservare l’identità della casa di Verdi, eccellenza nel panorama musicale e culturale del nostro Paese”.