In questi giorni  abbiamo appreso da una  circostanziata denuncia del Movimento 5 Stelle  alla presidente  Boldrini della presenza di “soggetti esterni” fuori dalla aula della commissione bilancio della Camera mentre si svolgevano i  lavori parlamentari che avrebbero dovuto definire il disegno di legge  di stabilità.

Interessante la rappresentazione “teatrale” di cotanto impegno: la visione confusa di non meglio definiti addetti presenti fuori dalla suddetta aula che, muniti di telefonini ed appunti, dettano la linea ai parlamentari al lavoro ricorda un po’ il tempo della scuola. Proprio durante i più terribili compiti in classe, quelli decisivi per riscattare un anno o meritare un voto eccellente, capitava di incontrare compagni di scuola disponibili a risolvere una complicatissima traduzione o una improbabile disequazione. Peccato che nel mio liceo per questi aiutini si rischiava la faccia e anche un provvedimento disciplinare.

Sembra invece dalle parole del parlamentare del M5S Luigi Di Maio che questi signori imperturbabili dettassero i loro compiti a degli arrendevoli parlamentari.

Vorrei approfittare di questa vicenda per chiedere ufficialmente ai membri della commissione bilancio di prevedere dalla prossima occasione la presenza ufficiale di svariati suggeritori.

Ad esempio si potrebbe allestire un piccolo backstage con:
1) una madre di un figlio minore disabile al quale l’Inps ha notificato la revoca della indennità di accompagnamento;
2) il padre di un disabile adulto grave al quale l’Asl ha comunicato che alcuni indispensabili presidi (pannoloni, cateteri ) sono indisponibili dal mese di dicembre per esigenze di bilancio;
3) una coppia di genitori ultra settantenni di un disabile grave adulto che, terrorizzati dalla età che avanza, hanno provato senza risultato a trovare una residenza sanitaria specializzata per il loro figlio nel comune di residenza;
4) un dirigente scolastico che, a fronte di una platea che accoglie oltre 20 alunni disabili, ha ricevuto in dotazione in organico dal MIUR solo 6 insegnanti specializzati;
5) un giovane sindaco volenteroso  che pur avendo scelto di non utilizzare le risorse del suo piccolo comune per le feste patronali e i fuochi di artificio reclama la possibilità di fornire ai suoi compaesani disabili un trasporto verso i centri di riabilitazione .

L’elenco, comprenderete, potrebbe essere molto più lungo ma il backstage diventerebbe un po’ angusto.

Quello che sconcerta è che a nessuno, sottolineo a nessuno, dei deputati presenti sia venuto in mente di cancellare quella odiosa norma introdotta da Monti che considera la disabilità un onere da tassare.

Rinnovo allora l’appello iniziale: A.A.A. Cercasi lobbista per disabili , offresi in cambio solo tanta simpatia e riconoscenza.