Sono trascorsi poco più di tre mesi da quando ho creato il Social street ed arrivando alla fine dell’anno è tempo di bilanci. Quando ho aperto il piccolo gruppo facebook “residenti in Via Fondazza – Bologna” non pensavo assolutamente di aver dato vita ad un’ondata di entusiasmo travolgente. Il Social street ha già cambiato la mia vita, ricevo email ogni giorno di persone che vogliono replicare il nostro “modello” perché Via Fondazza ormai è considerata un incubatore di buone pratiche di buon vicinato, perché ricordiamolo, questo è alla base del Social street. Oggi sono oltre cinquanta le strade che hanno aderito. 

Il Social street si può svolgere a vari livelli d’impegno. Il primo livello rimane virtuale, su Facebook. Condivisione delle informazioni, apertura verso gli altri, volontà di aiutare il proprio vicino. Gli esempi nel gruppo di Via Fondazza sono numerosi ma uno mi ha particolarmente commosso. Qualche giorno si è incendiato un palazzo in questa strada, pare causato da un corto circuito. Il palazzo è stato completamente sgomberato ed una delle persone sfollate ha postato un messaggio nel gruppo chiedendo supporto. I vicini della ragazza si sono offerti di invitarla a cena, chi a pranzo e pure chi ha messo a disposizione il proprio monolocale visto che era libero per le vacanze invernali. Il livello di empatia da parte dei vicini della ragazza è stato commovente.  

Ma il livello di impegno per fare Social street può essere anche più limitato come ad esempio la ragazza universitaria che aveva un esame importante il giorno seguente e si accorge di aver la stampante rotta alla nove di sera. Un post nel gruppo, la risposta dell’appartamento al piano di sotto che si offre di aiutarla, un grazie e problema risolto. Perché questo è Social street, non sentirsi più isolati bensì far parte di una comunità che interagisce dove i problemi di una persona sono anche i problemi degli altri. Giulia si è trovata con la macchina in panne due sere fa, sono le dieci di sera, quale meccanico chiamare?  Più facile un post nel gruppo, “sono al numero ventisette, qualcuno ha dei cavetti per far ripartire la mia batteria?”, la risposta “Certo, abito proprio qua davanti, scendo con i cavetti”.

Il secondo livello del Social street, consiste nell’uscire dal virtuale di Facebook per scendere in strada, conoscere i propri vicini, interagire con loro, fare in modo che un post su Facebook sia associato ad un volto. Proprio con quest’obiettivo il 15 dicembre scorso abbiamo organizzato un modo differente per scambiarsi gli auguri di Natale fra gli “sconosciuti” vicini.  Grazie al gruppo ho scoperto che nella mia strada vivono diversi musicisti piuttosto bravi, chi suona il sax, chi l’ocarina, chi il pianoforte e chi la chitarra.

Abbiamo dato appuntamento alle 18:30 nella piazzetta all’angolo di Via Fondazza attraverso un post su facebook pensando che sarebbero venuti una ventina di persone, ritenevo questo già un successo perché non avevamo divulgato i dettagli, una sorta di appuntamento al buio! Una volta ritrovati in piazza Matilde che abita al civico 79 ha aperto la finestra ed ha iniziato a suonare un walzer; la musica si è diffusa per tutta la strada, ci siamo così incamminati verso la sua abitazione e radunati sotto la sua finestra per scambiarsi gli auguri. A quel punto dal palazzo è uscita Sabrina suonando una fisarmonica e poi si è unita Elide con l’ocarina ed è arrivato Giuseppe da un altro civico con una chitarra. Abbiamo così iniziato a camminare per Via Fondazza, quasi cento persone hanno invaso la strada bloccando il traffico, i negozianti sono usciti a salutarci, le persone si sono affacciate alle finestre con le candele, sono stati cinque minuti fantastici, tutti i vicini di casa in strada insieme per scambiarsi gli auguri in un modo alternativo. E poi è arrivato Angelo portando del vino francese che ci ha permesso di brindare. Lo confesso, è stato uno dei giorni più belli della mia vita e più di una lacrima è scesa. 

Ma il Social street non è solo Via Fondazza, sono tante altre strade che stanno replicando il nostro modello. In Via Pitteri a Ferrara hanno già organizzato il loro primo incontro, più di 50 persone nel gruppo, un caffè tutti insieme, un po’ di imbarazzo iniziale rotto da un “ma a te ti vedo sempre…”. Ho partecipato personalmente al primo incontro della Social street di Via del Pratello a Bologna, più di trenta persone curiose di conoscersi, condividere le idee, iniziative, tanto entusiasmo. E poi il mercatino di Natale organizzato dalla Social street di Via Matteotti a Bologna per aiutare qualche famiglia in difficoltà della strada o la prima riunione della Social street milanese di Via Maiocchi, oltre 130 iscritti. Il Social street sta prendendo piede in tutta Italia. Presto anche noi “socialstreetter” (fondatori dei vari gruppi) passeremo dal virtuale al reale perché nel 2014 organizzeremo un primo incontro nazionale. Stay tuned.

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