Angela Merkel è stata rieletta cancelliera per la terza volta. La leader 59enne, che guiderà un governo della Grosse Koalition formata dal suo blocco Cdu-Csu e dai socialdemocratici della Spd, ha ottenuto 462 voti a favore, 150 contrari e nove astenuti. Un voto che rappresentava una semplice formalità dopo i risultati delle elezioni del 22 settembre, quando il blocco Merkel era uscito vincitore con il 41,5% dei voti, mancando però per cinque seggi la maggioranza assoluta al Bundestag.

I socialdemocratici hanno ottenuto il 25,7% delle preferenze, mentre i liberaldemocratici dell’Fdp, ex partner di coalizione della Cdu, hanno ottenuto il 4,8% dei voti e non hanno superato la soglia del 5%, rimanendo fuori dal Parlamento. Almeno 42 deputati della coalizione al governo non hanno votato per la Merkel, ma la Grosse Koalition controlla comunque 503 sui 631 seggi a Parlamento. “Accetto il voto e vi ringrazio per la fiducia concessami”, ha detto la Merkel subito dopo l’annuncio dell’esito del voto. La Cancelliera ha prestato giuramento dal presidente della Repubblica, Joachim Gauck, dando così inizio ufficiale al mandato. Per la Merkel, 59 anni, è la terza elezione alla guida di un governo federale: nel 2005 (la sua prima grande coalizione con i socialdemocratici), nel 2009 (coalizione con i liberali) e ora per la sua seconda grande coalizione con la Spd.

Il leader dell’opposizione è ora Gregor Gysi del partito di sinistra Die Linke. Il nuovo governo è composto da 16 ministri, sei della Spd e 10 della Cdu. La conservatrice Ursula von der Leyen sarà il primo ministro della Difesa donna e l’ex ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier assumerà di nuovo l’incarico. Joerg Asmussen, attuale membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, sarà vice ministro del Lavoro, mentre Wolfgang Schaeuble resterà alle Finanze. Intanto il quotidiano tedesco Bild ha titolato oggi in prima pagina: ‘Cara Grosse Koalition, ora siamo la tua opposizione extraparlamentare!”. “Questo Parlamento – ha scritto il capo redattore Kai Diekmann – è troppo debole, e l’opposizione è troppo ridotta e troppo di sinistra”.