Govinda Hare che risuona nella East London? Possibile grazie all’evento A fortune-teller told me, una serata dedicata alla vita di Tiziano Terzani, in programma martedì 17 al n° 1A di Goldsmiths Row dalle ore 19:00.

L’evento in questione fa parte della raccolta fondi “Un indovino ci disse”, portata avanti da circa un anno dal regista Mario Zanot con lo scopo di realizzare un film sul libro Un indovino mi disse, capolavoro del 1993 che ha segnato una transizione nella carriera e nella vita di Terzani, portandolo ad essere un reporter di guerra ad un cercatore instancabile di pace.

Come è arrivato a Londra l’Indovino? A questa domanda risponde Raffaella Mascia (una delle due promotrici dell’evento assieme a Gloria Aura Bortolini) organizzatrice di eventi che vanta oltre dieci anni di lavoro nello spettacolo e diverse tournée mondiali con compagnie famose quali la Stomp.

“Vista l’internazionalità della figura di ‘TT’, alla raccolta fondi per l’Indovino abbiamo voluto affiancare un evento culturale adattato al pubblico locale. L’evento si terrà in lingua inglese, per non chiudersi solo alla cultura italiana e verrà per la prima volta proiettato Anam il senzanome (ultima intervista a Terzani) con sottotitoli in inglese.”

“In più” conclude l’organizzatrice “la figlia di Terzani, Saskia, che risiede a Londra da anni, ci farà l’onore di essere presente all’evento assieme a Zanot, leggendo dei brani dai libri del padre. Il ricavato dai biglietti d’ingresso (£13 ognuno) verrà totalmente devoluto alla raccolta fondi del film.”

Il plot dell’Indovino è semplice: un anno di viaggio rigorosamente senza aeroplani; il 1993 lungo quanto tutta l’Asia, da percorrere in auto, bicicletta, treno, a dorso di mulo o a piedi con la promessa di fermarsi a cercare un indovino in ogni paese toccato.

Curiosamente – spoiler – nella parte finale di quel libro Londra è presente; Terzani ci si reca per presentare Buonanotte signor Lenin e anche lì troverà un indovino ad aspettarlo. Quasi venti anni dopo, l’evento del Fortune-teller chiude una specie di cerchio che, come tutti i lettori di Terzani sanno, è una figura imprescindibile nella vita dell’autore.

Francesco Mandolini
giornalistamusicista, precario