“Le relazioni pericolose del giudice”. Così il Corriere della Sera titola in pagina un articolo sui contatti – telefonate, sms, cene – tra il giudice Antonio Esposito, il presidente della sezione Feriale della Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi, e l’avvocato Mario Nocito finito in carcere per associazione mafiosa e corruzione nell’ambito di un’inchiesta calabrese che a luglio scorso ha fatto finire in manette anche il sindaco di Scalea Pasquale Basile e cinque assessori. I contatti tra il magistrato – uscito indenne dalla conseguenze di un’intervista rilasciata al Mattino – e il legale che, secondo quanto riporta il quotidiano di via Solferino,  peri giudice del Riesame è il “deus ex machina” del patto politico-mafioso, hanno scatenato la reazione di Forza Italia.  

“Le rivelazioni apparse oggi sulle pagine del Corriere della Sera sulle frequentazioni assidue del giudice Esposito con persone attualmente in carcere per il reato di associazione mafiosa, rendono l’idea del Paese in cui viviamo e dell’integrità morale delle persone che amministrano una cosa sacra come la giustizia” dice il senatore Sandro Bondi. Ironico il commento di Daniela Santanchè: “Leggo la notizia sul giudice Esposito e mi viene un dubbio: vuoi vedere che alla fine si scoprirà che è stata la mafia a volere la condanna di Berlusconi?”. 

Il magistrato avrebbe anche dato consigli al legale sia di natura personale che politica. Fatti di rilievo penale nullo tant’è che al processo contro Nocito, Basile e i componenti dell’amministrazione comunale il magistrato è stato chiamato a deporre come testimone.

“Siamo in attesa di conoscere le motivazioni con cui il Csm deciderà di non punire il giudice Antonio Esposito per l’ennesima discutibile vicenda che lo riguarda. Di certo una riflessione politica va fatta: è mai possibile – dice il forzista Luca D’Alessandro – dice  che sia stato cacciato dal Parlamento il leader dei moderati italiani e di Forza Italia a causa di una sentenza definitiva emessa da un giudice che gode di così scarsa credibilità? Ed è credibile la sentenza stessa? È forse per non inficiarne la portata politica che il Csm continua a non prendere provvedimenti nei confronti del – diciamo così – disinvolto giudice Esposito?”. 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Il sottoscritto, Dott. Antonio Esposito – con riferimento a notizie pubblicate su alcuni organi di stampa e su reti televisive in ordine a presunti rapporti avuti con il Dott. Pasquale Basile e l’avv. Mario Nocito, arrestati lo scorso luglio per il reato di cui all’art. 416 bis. – comunica quanto segue: ha dato incarico al proprio legale Dott. Avv. Antonio Grieco a procedere immediatamente in tutte le sedi giudiziarie per la tutela della reputazione del Dott. Antonio Esposito, gravemente lesa da notizie false e strumentali, finalizzati alla sua delegittimazione in considerazione della sua nota attività giurisdizionale;  ha dato incarico al predetto legale ad invitare formalmente, a norma della legge sulla stampa e sul testo unico della radiotelevisione, i mezzi di informazione che hanno dato la notizia, a pubblicare la seguente rettifica: “Si precisa che il dott. Esposito non ha mai avuto rapporti di amicizia con alcuna delle persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’avv. Mario Nocito e del Sindaco di Scalea, questi ultimi professionisti ritenuti, prima dell’arresto di luglio, noti e rispettati nella zona di Scalea (il primo quale avvocato di lungo corso, il secondo quale consulente Formez), e con i quali il dott. Esposito ha avuto solo saltuari e sporadici incontri nei brevi periodi di vacanza trascorsi dal Dott. Esposito a Scalea. In particolare, il dott. Esposito non ha elargito, nella maniera più assoluta, alcun consiglio o favore, ma semmai solo risposto a mere, lecite, richieste di informazioni, quali la paventata chiusura del Tribunale di Paola, e circa la identificazione dell’ufficio competente del Ministero di Giustizia cui l’amministrazione comunale avrebbe dovuto rivolgersi per la costruzione di una casa circondariale. Il dott. Esposito – mai sentito nel corso delle indagini condotte dal Pubblico Ministero – non è assolutamente a conoscenza di fatti, episodi, circostanze concernenti la vicenda giudiziaria in questione, né tantomeno delle condotte materiali contestate agli imputati, se non quanto appreso dalla stampa che, nel luglio 2013, ha dato notizia degli arresti; tant’è che la difesa dell’avv. Nocito e del Dott. Basile ha chiesto l’audizione del dott. Esposito sulla affidabilità dei loro assistiti. In particolare, la difesa dell’avv. Nocito, ha chiesto l’audizione del Dott. Esposito (già negli anni ’70 Pretore a Scalea), unitamente ad altri sei magistrati – (tutti magistrati che hanno esercitato la funzione nel circondario di Paola quali Pretori, Giudici del Tribunale e P.M.) – oltre a sette avvocati, due cancellieri ed altri ventitré professionisti, sulla circostanza se l’avv. Nocito avesse goduto di stima e considerazione nell’ambiente forense dell’area e non su fatti concernenti le contestazione dei reati di cui all’inchiesta”.