Nuove nubi in arrivo sul capo di Enrico Letta. Nell’arco dei prossimi 12 mesi, infatti, “c’è una possibilità su tre” che Standard & Poor’s decida un nuovo declassamento dell’Italia se il governo non “implementerà politiche per la crescita”.

Lo ha precisato la stessa agenzia di rating contestualmente alla conferma della valutazione BBB (qualità medio-bassa) sul debito di lungo termine della Penisola e di A-2 (qualità media) su quello di breve con prospettive (outlook) però negative. La decisione, ha spiegato S&P in una nota, riflette la visione di un’economia ricca e diversificata con rischi di una ripresa fragile in un contesto di elevato debito pubblico.

A tal proposito l’ultimo aggiornamento della Banca d’Italia evidenzia un debito delle amministrazioni pubbliche in ulteriore incremento a ottobre 2013 quanto ammontava a 2.085,321 miliardi di euro, 16,599 miliardi in più rispetto ai 2.068,722 miliardi del mese precedente, mentre il confronto da inizio anno evidenzia una crescita di circa 95 miliardi dai 1.989,431 di dicembre 2012.

Gli stessi dati pubblicati nel supplemento Finanza Pubblica al bollettino statistico evidenziano come nei primi 10 mesi del 2013 il fisco italiano ha incassato 1,442 miliardi in meno dell’anno prima: il gettito gennaio-ottobre 2013 si è attestato a 307,8 miliardi contro i 309,3 miliardi dello stesso periodo del 2012 (-0,46%).

In calo, invece, il debito delle amministrazioni locali che a ottobre ammontava a 109,350 miliardi rispetto ai 115,306 miliardi di dicembre 2012. In calo sia il debito di Regioni e Province autonome a 37,458 miliardi (dai 40,995 di dicembre 2012), che quello delle Province a 8,592 miliardi (da 8,903 di dicembre), che quello dei Comuni a 48,012 miliardi (dai 48,736 di dicembre, saliti al picco di 49,672 a maggio 2013). Intant aumenta il controvalore dei titoli di Stato italiani in mano a investitori esteri che a settembre ammontava a 683,95 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 672,96 miliardi di agosto.

Secondo il Tesoro le valutazioni annunciate da Standard & Poor’s “smentiscono voci circolate in alcuni ambienti di ulteriori downgrade e che gli estensori di questo rapporto sull’Italia, nonostante la conferma dell’outlook negativo, prevedono che il nostro paese sia fuori dalla recessione e registri nel 2014 un Pil in crescita rispetto a quest’anno”.

Il commento è del portavoce del ministro dell’Economia per il quale “certo, la loro stima della crescita è inferiore alla nostra, ma sappiamo che tutti gli istituti di previsione sottostimano l’effetto delle misure prese nel corso di questi mesi, dagli ecobonus agli investimenti pubblici su opere immediatamente cantierabili, fino al rimborso di 16 miliardi di debiti pregressi in soli 6 mesi, oltre a quelli in corso di erogazione in queste ultime settimane. Prendiamo atto comunque che viene apprezzata la direzione in cui vanno le misure prese dal governo, a partire dalla riduzione delle imposte su lavoro e imprese, e che l’attuazione delle politiche già intraprese dal governo escluderebbe ipotesi di downgrade”.